Raiola Donnarumma Milan
Min Raiola (Photo by Alexander Hassenstein/Getty Images)

«Sono disgustato dai fischi a Gigio, e adesso mi chiedo perché il Milan non sia intervenuto ufficialmente per prendere le distanze dalla contestazione, per difenderlo in qualche modo, dopo che su un ponte di Milano è comparso quell’ignobile striscione».

Si apre così l’intervista al Corriere dello Sport da parte dell’agente sportivo Mino Raiola, che ha parlato dei fischi al suo assistito durante la sfida di Nations League tra Italia e Spagna: «Vogliamo parlare delle minacce? – ha aggiunto – Ha per caso ammazzato qualcuno? Non mi risulta. La verità è che il Milan non ha saputo o potuto tenerlo, non fa molta differenza. Provate a chiedere a chiunque, se padre, cosa avrebbe consigliato al proprio figlio: restare al Milan o andare al Psg?».

Ancora sul pubblico di San Siro: «E’ vergognoso che una parte della tifoseria se la sia presa con un ragazzo che non ha fatto niente di male, la cui colpa sarebbe semplicemente quella di aver esercitato il diritto di libera scelta. Perché altri motivi per fischiarlo non ce ne sono…».

«Gigio è un ragazzo che ha sempre dato tutto, sia alla Nazionale, sia al Milan dove è rimasto fedele nei momenti più bui e difficili della società, mettendoci cuore, impegno e professionalità fino all’ultimo giorno, e contribuendo a riportare la squadra in Champions», le parole di Raiola.

Per il procuratore, «è strano che quel gruppo di tifosi se la prenda solo con lui, la responsabilità non è solo da una parte, ma anche dall’altra. Trovo strano e deludente che il Milan non abbia preso le distanze da questo inaccettabile e ingiusto comportamento. E’ un episodio che non ci ha fatto fare una bella figura davanti al mondo».

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