Boban causa Milan
(Foto: Aessandro Sabattini/Getty Images, via Onefootball)

In una lunga intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport, l’ex dirigente del Milan – e attuale Chief of Football alla UEFA – Zvonimir Boban ha parlato dei temi di attualità del pallone, dalla crisi economica che affligge molti club al progetto abortito della Superlega, dall’idea della FIFA di un Mondiale biennale al potere sempre più diffuso dei procuratori.

«Vivo a Nyon, cerco di proteggere il calcio, a volte anche da noi stessi: i ritmi diversi, le scelte fatte nei palazzi di vetro, le tante ore di riunioni possono far perdere facilmente l’anima. E invece non dobbiamo dimenticare che tutto parte sempre da un pallone e che è un gioco del popolo. Questa è e sarà sempre la mia visione del calcio», ha esordito a proposito della sua nuova vita.ù

Poi, sull’addio al Milan: «Nella vita ci sono cose ben peggiori dell’interruzione di un rapporto professionale. Sono in causa con Elliott, col Milan non potrò mai essere in causa. E sono felice di vedere che i ragazzi che abbiamo scelto abbiano intrapreso un cammino importante. Non ancora a livelli da vero Milan, quello che avevamo in testa io e Paolo Maldini, ma è già una squadra che può competere».

«Sulle scelte fatte dal club il tempo mi ha dato ragione e la strada adesso è corretta. Con Ibrahimovic è cambiato tutto. La storia che il Milan sta vivendo è figlia dell’arrivo di Ibra. Il suo impatto è stato devastante. È un fenomeno. In campo o fuori la sua presenza è essenziale. Anche Tonali è fenomenale. Se oggi il Milan ha più controllo delle partite è soprattutto grazie a lui. Deve solo divertirsi di più e può diventare un top mondiale», ha aggiunto l’ex centrocampista croato.

Sulla storia dei Maldini al Milan: «Nessuno come la famiglia Maldini rappresenta la storia del Milan. Meno male che Paolo è rimasto in società. È cresciuto tanto, ora è un dirigente di alto livello. È necessario, tra tanti amministratori, uomini di marketing, esperti di numeri e gente che non ama il calcio e capisce poco del Milan».

Per Boban però: «non è stato giusto rinunciare a Donnarumma. Non è da Milan. Fatico ad accettarlo pur essendo Maignan un ottimo portiere. Se pensiamo al Milan come grande club, allora non può perdere il migliore al mondo nel suo ruolo. Gigio è un fenomeno che può entrare nella storia del calcio. Non riesco a giustificare la sua partenza».

Poi, sulla crisi economica del calcio: «E’ causata dalla pandemia. Ma ne parlano soprattutto presidenti e dirigenti di società che sono stati incapaci di controllare i conti e favorire il binomio squadre competitive e società sane».

In chiusura, una battuta sulla Superlega: «Un tentativo vergognoso, stoppato dalla gente prima ancora che dalle istituzioni. Questi miliardari hanno fatto male i conti del proprio club. Irresponsabili. Volevano tutto per sé, cancellare i valori e americanizzare questo sport».

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