Il presidente del Genoa Enrico Preziosi (copyright: Tano Pecoraro/via Onefootball)

Completata la cessione del Genoa, Enrico Preziosi fa il punto della situazione del calcio italiano, commentando da “esterno” per la prima volta dopo 18 anni. Ai microfoni di Radio Anch’io Sport, l’ex proprietario rossoblù ha parlato del momento delicato che il settore sta attraversando dal punto di vista della fruizione: «A DAZN non erano preparati per dare un servizio ai telespettatori. Un peccato che Sky sia stato fatto fuori, perché è un segnale semplice e leggibile. Loro devono investire ancora» ha dichiarato.

«È un peccato perché chi paga qualche domanda se la fa. Spero trovino soluzioni il prima possibile per dare un segnale decente agli spettatori. Io sono a favore di Sky, una collaborazione sarebbe stata opportuna» ha proseguito sul tema.

Preziosi ha quindi raccontato la nuova era dell’imprenditoria del calcio, di cui la cessione del Genoa e 777 Partners rappresenta soltanto l’ultimo esempio: «L’era dei presidenti mecenati è finita e loro vedono nel calcio un’azienda di intrattenimento, uno dei business più importanti per il futuro dell’intrattenimento. Dovranno fare i conti anche con la burocrazia italiana, ma diamogli tempo, guardate cosa sta facendo Commisso a Firenze».

Infine, l’ex patron del Grifone ha chiarito di aver chiuso definitivamente con il calcio: «Sono uscito dal calcio e non ci entrerò mai più. Ho già dato e per oltre trent’anni. Ho ricevuto diverse telefonate ma non farò più niente nel calcio, è un dato certo».

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