Serie A, gli allenatori sono già “costati” 23 milioni

Per diversi club che vivono momenti di difficoltà a causa dell’emergenza Coronavirus – con ricavi da stadio assenti e plusvalenze ridotte ai minimi termini – ci sono presidenti che proprio…

Preziosi causa 777 Partners

Per diversi club che vivono momenti di difficoltà a causa dell’emergenza Coronavirus – con ricavi da stadio assenti e plusvalenze ridotte ai minimi termini – ci sono presidenti che proprio non riescono a tenersi a freno con gli allenatori.

Nemmeno la pandemia ha fermato gli esoneri, e dopo sole tre giornate di campionato sono già saltate due panchine: il Cagliari ha esonerato Leonardo Semplici (sostituito da Walter Mazzarri), mentre il Verona ha sollevato Eusebio Di Francesco dall’incarico per fare posto a Igor Tudor.

Operazioni che pesano, e non poco, sui bilanci dei club. Come sottolinea La Gazzetta dello Sport, il presidente Setti aveva fatto firmare un contratto biennale da 1,5 milioni netti annui all’ex allenatore della Roma: si tratta di 5,3 milioni lordi da accantonare, il cui pagamento potrà essere interrotto solo una volta che Di Francesco avrà trovato una nuova sistemazione.

Per quanto riguarda invece Semplici – nella scorsa stagione artefice della salvezza della formazione sarda –, il contratto fino al 30 giugno 2022 da 800mila euro netti (1,4 milioni lordi per il club di Giulini) va parimenti onorato.

Potenzialmente, i cambi in corsa di questo inizio stagione sono già costati quasi 7 milioni di euro. E se si allarga il discorso agli avvicendamenti tecnici compiuti in estate il conto si ingigantisce, perché entrano in gioco le big Inter e Juventus.

[cfDaznWidgetSerieA]

I nerazzurri hanno corrisposto ad Antonio Conte una buonuscita da 7 milioni di euro (12 milioni lordi), mentre i bianconeri riconosceranno l’ultima annualità all’esonerato Andrea Pirlo per circa 4 milioni di euro lordi. L’esborso complessivo dei cambi di panchina di A relativi alla stagione 2021/22 è, al momento, di circa 23 milioni di euro.

Le altre sostituzioni estive sono state a costo zero, o perché il vecchio tecnico è andato a scadenza naturale (per esempio Fonseca) o per un raro caso di dimissioni (Gattuso alla Fiorentina) o perché l’allenatore ha lasciato una panchina per insediarsi su un’altra (Sassuolo, Lazio) o ancora per una clausola contrattuale: il rinnovo di Nicola al Torino sarebbe scattato solo con una certa media punti, che non è arrivata.