L'Allianz Stadium, attuale casa della Juventus (copyright: Pierpaolo Piciucco/via Onefootball)

In occasione dei 10 anni dell’Allianz Stadium, l’ufficio stampa della Juventus ha voluto riassumere la storia di tutti gli stadi che sono stati la casa dei bianconeri. Otto impianti diversi, dal 1897 al 2021, con l’ultimo trasferimento allo Stadium, già entrato nella leggenda del club grazie ai nove scudetti consecutivi festeggiati dalla Vecchia Signora nella sua attuale casa.

La storia degli stadi della Juventus comincia nel quartiere Crocetta di Torino, fra via Vespucci e via Torricelli. Qui, nel 1895 viene costruito un impianto polisportivo, che ospiterà gare ciclistiche e, in seguito, motociclistiche: appunto il Velodromo intitolato all’allora Re D’Italia che, nel 1898, diventa sede ideale anche per le partite del Primo Campionato Nazionale di calcio.

Un campionato a cui, va detto, la Juventus, nata da pochi mesi, non partecipa. La Juve viene a giocare qui dal 1 marzo 1903, e pochi mesi dopo, nel 1904, fa capolino, una figura allora centrale per il calcio di Torino: Alfred Dick, imprenditore svizzero e Presidente della Juventus, che affitta il Velodromo. Nel 1905, proprio qui, arriva quello che viene tuttora considerato il Primo Scudetto della Storia, con la vittoria del Campionato Prima Categoria, ottava edizione del campionato Nazionale.

Tuttavia, nel 1906 Dick viene “defenestrato” dal consiglio direttivo della Juve, e per tutta risposta, fonda il 3 dicembre dello stesso anno il Football Club Torino, l’attuale Toro. Essendo il velodromo affittato a Dick, e non alla Juve, il Club bianconero è dunque costretto a tornare nel primo impianto, dove gioca ancora per tutto il 1907.

Nel marzo 1908 si inaugura però il nuovo stadio in cui i bianconeri vanno a disputare le gare casalinghe: quella di Corso Sebastopoli, capienza 10 mila persone. Dal 1908 al 1922 la Juventus vincerà per due volte il campionato italiano di prima categoria, ma per celebrare quello che è il secondo Scudetto ufficiale della Storia servirà un altro trasloco: quello in Corso Marsiglia, dove i bianconeri giocheranno per 11 anni, dal 1922 al 1933.

Lo stadio viene progettato e costruito dall’Architetto Gino Olivetti, noto anche per essere stato fondatore e primo Presidente della Confindustria. Si tratta del primo impianto del suo genere a essere costruito in cemento armato, con una capienza di 25 mila spettatori.

Il nuovo trasferimento avviene nel 1933. Il 15 maggio viene inaugurato, in piazza D’Armi un impianto che, nei suoi obiettivi, vuole contenere fino a 65 mila persone, riuscendoci nei decenni successivi. Nel dopoguerra, l’impianto, risparmiato dai bombardamenti, viene mantenuto vivo e operativo, e prende un nome che tutti i tifosi di Torino, bianconeri o granata, imparano nei decenni a conoscere: diventa lo Stadio Comunale.

Dal 1963, lo Stadio Comunale sarà condiviso con il Torino, e diventerà non solo la casa dei Derby della Mole, ma delle domeniche sportive di tutti i torinesi, indipendentemente dalla loro fede calcistica. Un impianto ribollente di passione, sul quale la Juve vivrà le grandi epopee degli anni Settanta e poi dopo degli anni Ottanta, e che proprio in quei due decenni saprà accendersi, e regalare emozioni, anche in occasione delle grandi notti europee.

Nel 1984, la FIFA decide che sarà l’Italia, nel 1990, a ospitare i Mondiali. Ci sono strutture da ammodernare, alcune da rifare. Proprio Torino, per l’appuntamento con la massima competizione del pianeta, si fa trovare pronta con un nuovo stadio, che nasce in un quartiere diverso dal solito, meno centrale, nella zona della Continassa, in cui, in certe giornate, c’è una vista sulle Alpi che toglie il fiato. Quella vista ne ispira il nome: Stadio Delle Alpi.

L’inaugurazione avviene proprio pochi giorni prima del calcio d’inizio del Mondiale, il 31 maggio 1990. Al Delle Alpi la Juventus vive uno dei periodi migliori della sua storia. Sono gli anni di Lippi e dei tre Palloni d’Oro Baggio, Zidane e Nedved, sono gli anni di Vialli e della Champions League, ma soprattutto gli anni di capitan Del Piero.

Poi arriva il 2006, il complicato anno della retrocessione, in cui la Juventus, oltre a cambiare categoria, cambia anche nuovamente casa, trasferendosi nuovamente allo Stadio Comunale, diventato ora Stadio Olimpico in occasione delle Olimpiadi invernali.

Vista dell’interno dell’Allianz Stadium (copyright: Giuseppe Cottini/via Onefootball)

Nel periodo in cui la Vecchia Signora gioca all’Olimpico, è anche quello in cui comincia a prendere forma un progetto nato tempo prima, messo apparentemente da parte ma mai abbandonato, e concretizzato la prima volta il 18 giugno 2002, con un accordo con la municipalità torinese che consegna alla società bianconera il diritto di superficie sull’area del Delle Alpi per i successivi 99 anni.

Il 2008 è dunque il primo anno chiave di quella che sarà la nuova, e attuale, casa della Juve. Il 18 marzo il consiglio di amministrazione della Juventus delibera la costruzione di un nuovo stadio al posto del Delle Alpi; l’11 novembre dello stesso anno iniziano i lavori di demolizione, che fanno subito capire come il nuovo impianto della Juventus voglia cambiare le regole del gioco in Italia.

Quando i lavori terminano, tre anni dopo, i posti a sedere sono oltre 41 mila, il più vicino dei quali a soli sette metri dal terreno di gioco. La Juve sceglie di dare al suo impianto un nome, Stadium, simbolo dell’architettura torinese, un’icona della nuova Juventus.

L’8 settembre 2011, l’allora Juventus Stadium (chiamato ora Allianz Stadium), viene ufficialmente inaugurato dall’amichevole tra Juventus e Notts County. La prima gara ufficiale sarà l’incontro terminato 4-1 contro il Parma, una vittoria che inaugurerà il primo dei nove campionati consecutivi che segneranno in maniera indelebile il decennio bianconero.

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