(copyright: Cecilia Fabiano LaPresse/via Onefootball)

Valentina Vezzali, tra le figure più iconiche dello sport italiano di tutti i tempi – nove medaglie olimpiche nella scherma ottenute in cinque edizioni dei Giochi- è da marzo 2021 sottosegretario all Presidenza del consiglio con delega allo Sport. Nei fatti il rappresentante dell’esecutivo Draghi per tutto quanto attiene alle politiche sportive nel nostro paese.

In questa intervista a Calcio e Finanza l’ex porta bandiera azzurra ha spiegato le sfide che attendono lo sport italiano e soprattutto  le modalità con cui il governo intende affrontarle: dall’inserimento delle discipline sportive nelle scuole al sostegno ai profughi dall’Afghanistan, dallo svolta dello streaming per le partite di Serie A al tema dei nuovi stadi sino alla mutualità tra i vari sport.

L’estate che sta per terminare è stata trionfale per lo sport italiano. Prima la vittoria agli Europei della Nazionale poi la messe di medaglie alle Olimpiadi di Tokyo. Sembra quasi che lei abbia portato il suo tocco magico dalla pedana alla scrivania. Al di là degli scherzi., qual è l’impegno del governo per poter proseguire su questa strada e potenziare ulteriormente il nostro sport?

«Vogliamo aggiungere la finale di Wimbledon di Berrettini, la vittoria dell’Italbasket sulla Serbia, i successi agli Europei Junior di atletica leggera, la vittoria di Camila Giorgi a Montreal, le prime medaglie alla Paralimpiadi, cui ne seguiranno certamente molte altre?».

«Tanti successi … sono tutti il risultato dello sforzo appassionato di volontari e associazioni dilettantistiche, ma anche un primo effetto della riforma dello sport intrapresa nel 2018, che ha portato al movimento sportivo circa 160 milioni di euro in più in due anni».

«Le ricordo un dato, che ho citato nel mio recente intervento al meeting di Rimini: la FIDAL ha ricevuto, nei due anni prima delle Olimpiadi, oltre 6 milioni di euro in più ed è passata dai 38 qualificati di Rio ai 76 di Tokyo e, soprattutto, sono arrivate le cinque medaglie d’oro. Le Federazioni hanno saputo mettere a frutto questa ulteriore iniezione di risorse pubbliche, con il supporto della preparazione olimpica del CONI».

«Insomma, se ognuno fa bene il suo, arrivano le soddisfazioni. E il Governo è impegnato a proseguire su questa strada, monitorando che le risorse pubbliche vengano ben impiegate e perimetrando competenze e ruoli, a iniziare da quelli di Sport e Salute che deve diventare al più presto il punto di riferimento per l’intero movimento sportivo, facendosi trovare pronta sul territorio».

«Ma le vittore nelle competizioni sono solo la punta dell’iceberg. Il Governo intende perseguire un altro importante obiettivo, migliorare sensibilmente il dato relativo alla pratica sportiva nel Paese, abbandonando il quint’ultimo posto nella classifica europea. Occorre cominciare dalla scuola. Abbiamo definito un protocollo con il Ministero dell’Istruzione e stiamo lavorando per l’inserimento dell’insegnante di scienze motorie nella scuola primaria. E ancora, l’investimento di 1 miliardo di euro per lo sport previsto nel PNRR, da sfruttare al meglio».

Lei è sottosegretaria allo Sport da marzo 2021, ovvero poco più di mese dopo che si è insediato il governo Draghi. Qual è l’orizzonte politico che si è data? Intendo dire l’esecutivo Draghi era sorto per non lasciare il Paese in balia dell’incertezza politica mentre stava affrontando uno dei momenti più duri della battaglia contro la pandemia. Una sorta di governo di scopo di larghe intese che ovviamente non ha ancora ottenuto il suo obiettivo ma che sembra molto eterogeneo per poter durare in tempi normali. In questo contesto qual è il suo avvenire politico?

 «Il mio obiettivo, e quindi il mio attuale orizzonte, è quello di realizzare il programma che ho tracciato nelle linee programmatiche che ho presentato al Parlamento al momento del mio insediamento. Sono concentrata su quelle priorità del mondo dello sport, in primis l’inserimento dell’insegnante di scienze motorie nella scuola primaria e una riforma del lavoro sportivo che garantisca tutele ai lavoratori e, nel contempo, assicuri sostenibilità al sistema».

In questo senso lei ha già annunciato un impegno del mondo dello sport verso la situazione in Afghanistan. Qual è il piano?

«Su mie indicazioni, il Dipartimento per lo sport ha scritto da subito una lettera al Ministro degli Esteri Di Maio per confermare il nostro concreto sostegno alle varie iniziative che la Farnesina sta organizzando. Ora stiamo operando con le Federazioni per ospitare nelle varie strutture, e nei limiti delle loro disponibilità, tutte le atlete e gli atleti che ne hanno bisogno».

«Siamo un Paese che ha sempre dimostrato di saper accogliere e aiutare, possiamo esserlo anche in questa occasione e lo sport può svolgere un ruolo molto importante a servizio della grande emergenza internazionale in atto».

Nel frattempo è iniziato il campionato di calcio che nonostante i suoi problemi resta il maggior finanziatore dello sport italiano oltre che una notevole risorsa per il fisco. Il torneo è iniziato non senza polemiche. La prima riguarda la difficoltà di diffusione delle immagini da parte di Dazn, che ha vinto a gara per i diritti tv, posto che il governo non è coinvolto direttamente nelle vendite dei diritti (di pertinenza della Lega Serie A), la questione però potrebbe presto finire in Parlamento sotto forma di interrogazioni all’esecutivo. Qual è la posizione del governo su questo tema?

«Come lei ha precisato, la vendita dei diritti sul Campionato di Serie A è gestita in maniera privata dalla Lega di Serie A. Ma è evidente che il tema della trasmissione delle partite è di carattere generale, coinvolge milioni di tifosi e pertanto il Governo, che è al momento necessariamente spettatore, non potrà ignorare le difficoltà ad oggi riscontrate qualora non vengano risolte nelle prossime giornate».

«Mi lasci però aggiungere che questo è un momento significativo e stiamo seguendo con grande interesse quello che sta riuscendo a fare il mondo del calcio. Grazie alla trasmissione in streaming di gran parte delle partite si sta fortemente contribuendo allo sviluppo della digitalizzazione nel nostro Paese».

Nel primo weekend di campionato inoltre, con il test sul Green Pass, abbiamo visto che le norme non sempre sono state rispettate tra mascherine e distanziamento sociale (soprattutto nelle curve). Qual è il bilancio del primo test negli stadi?

«Aspettiamo le prossime giornate, al momento nessuno stadio ha raggiunto il 50% della capienza. Ma sono fiduciosa. L’invito che faccio ai club è quello di sensibilizzare gli operatori per far rispettare le regole, più riusciamo a rispettare le regole maggiormente possiamo uscire da questa maledetta pandemia. Il mio appello va anche hai tifosi che per molto tempo sono stati privati della gioia di andare allo stadio: se tutti facciamo la nostra parte e quindi rispettiamo le regole, riusciamo tutti insieme a ripartire veramente. Lo stadio è una grande festa e non vogliamo più privarcene, facciamo in modo di stare insieme nel rispetto, mi scusi la ripetizione, delle regole».

Sempre in tema stadi quante sono le possibilità che nel breve periodo venga aumentata la capienza degli impianti? E per tornare al 100% nel corso della stagione?

«Ci stiamo lavorando, il nostro obiettivo è quello di aumentare la capienza nelle prossime settimane fino ad arrivare gradualmente alla riapertura completa, in una sfida che bisogna però affrontare nel rispetto delle regole, come dicevo prima, e con la speranza che la pandemia presto allenti la morsa».

E soprattutto, è mai possibile che in Italia per costruire un nuovo impianto sembra una impresa impossibile, quando negli altri Paesi europei (Spagna, Inghilterra, Germania, Francia ma non solo) in poco tempo si erigono impianti avveniristici?

«E, aggiungo, gran parte degli impianti esistenti vanno ristrutturati. Pensi al miracolo della nostra medaglia d’oro nell’inseguimento a squadre di ciclismo su pista ottenuta in un Paese con un solo velodromo al coperto, quello di Montichiari, che per giunta rimarrà chiuso per mesi per interventi manutentivi in quanto ci piove dentro. Bisogna investire, bene e celermente, sull’impiantistica sportiva nazionale, che rappresenta un asset importante non solo sul piano prettamente sportivo, ma anche di sviluppo sociale ed economico».

«Ho istituito una cabina di regia con l’obiettivo di impiegare le risorse, non solo quelle del PNRR, per individuare, con il supporto di Federazioni e organismi sportivi, gli interventi urgenti e necessari, anche in vista dei prossimi grandi eventi sportivi che l’Italia ha già in agenda nei prossimi anni, a iniziare dai Giochi Olimpici e Paralimpici invernali di Milano Cortina2026».

Anche volley e basket negli ultimi giorni hanno protestato per le limitazioni, con parole anche forti: anche per loro, quale può essere l’evoluzione della situazione?

 «L’aumento va di pari passi anche per gli impianti al chiuso, non dobbiamo lasciare dietro nessuno, tantomeno volley e basket che dagli introiti dei palazzetti hanno una grande fonte di entrate. Sempre nel rispetto delle regole e nella mediazione con il CTS, stiamo lavorando per far riprendere i campionati con maggiori posti disponibili per i tifosi».

La Figc ha presentato un documento con diverse richieste al Governo, da finanziamenti ad agevolazioni fiscali: c’è margine per “accontentare” il calcio?

«Sto esaminando i vari punti del documento della FIGC, faremo la nostra parte, agevolando temporaneamente quanto possibile, ma è imprescindibile che il mondo del calcio confermi disponibilità e volontà. Penso che il tema vada affrontato alla radice, operando al fine di calmierare i costi rispetto ai ricavi, con interventi ben mirati. E aggiungo che, vivendo in un mercato comune, la questione va affrontata anche a livello internazionale, mi sono resa già disponibile a sostenere questo. Il sistema calcio era purtroppo in perdita già prima della pandemia, questa non ha fatto altro che amplificare il problema».

La stessa Figc ha promesso nuove norme per il controllo economico-finanziario sui club, considerando che si parla di un sistema da oltre 5 miliardi di debiti. Servono prima gli aiuti di cui sopra o serve che prima il calcio guardi ai propri conti?

«Non sono contraria a norme che introducono forme di controllo, nell’ambito dell’autonomia federale, facendo però attenzione a non andare oltre il necessario per non correre il rischio di ingessare la quotidianità. Ma ritengo che vadano preliminarmente fissati e condivisi gli obiettivi, sia del mondo professionistico, sia di quello dilettantistico e, a valle di questo, attuare mirati interventi, che non possono essere solo di carattere economico. Io ho personalmente incontrato sia il Presidente Gravina, sia i Presidenti delle varie Leghe, intendo incontrarli nuovamente, possiamo insieme, di pari passo, affrontare i problemi e risolverli».

Potrebbe la revisione della norma sul divieto delle sponsorizzazioni delle società di scommesse essere una soluzione parziale?

«È una richiesta avanzata in particolare dai club calcistici, che lamentano una disparità di trattamento rispetto agli altri Paesi in cui non esiste questo divieto. Si potrebbe ipotizzare una sospensione temporanea del divieto, a condizione che si tratti di una tappa di un percorso che porti al raggiungimento di obiettivi condivisi, ma viene sempre prima l’attività di contrasto alla ludopatia».

Gli altri sport chiedono il ritorno della mutualità dai diritti tv del calcio: è una strada percorribile?

«Stiamo valutando la questione, che va analizzata alla luce dell’incremento di risorse che ho ricordato prima, portato dalla riforma del 2018. Valuteremo questo dato, come anche il fatto che, nel 2016, quando è stata tolta la mutualità a favore di sport diversi dal calcio, era stato garantito un sostegno al basket, che poi è stato accantonato, e che, in sede di approvazione della legge delega del 2019 sulla riforma dello sport, è stato approvato un ordine del giorno che impegnava il Governo a provvedere al riordino della disciplina della mutualità nello sport professionistico al fine di valorizzare e incentivare tutte le attività del sistema sportivo professionistico, segno che la questione è di interesse generale. Il cantiere è aperto».

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