Ferrari vendite 2021
(Foto: Imago Images, via Onefootball)

Si è chiuso con un utile netto di 206 milioni di euro il primo semestre del 2021 di Ferrari, contro i 9 milioni dello stesso periodo del 2020. Le consegne di auto sono aumentate del 93% a 2.685 unità, considerando che il secondo trimestre del 2020 era stato fortemente impattato dall’emergenza Coronavirus.

Le consegne sono pressochè in linea con quelle del secondo trimestre 2019 (+0,5%). I ricavi del periodo ammontano a 1,035 miliardi di euro, +81% sul 2020 e +5,2% in confronto al 2019. L’ebitda è pari a 386 milioni di euro (+210%) e l’ebit ammonta a 274 milioni, contro i 23 milioni del secondo trimestre 2020.

In particolare, le consegne nell’area Emea sono state pari a 1.337 unità (+89%), nelle Americhe 649 unità (+70%), in Cina Continentale, Hong Kong e Taiwan 166 unità (+564%) e nel resto dell’Apac (Asia Pacifica) 533 unità (+92%). Le vendite dei modelli a 8 cilindri (V8) sono aumentate del 111,2%, mentre per i modelli a 12 cilindri (V12) l’aumento è stato del 37,6%.

Le consegne del trimestre sono state trainate dalla famiglia F8 e dalla 812 GTS, con il contributo della SF90 Stradale e della Ferrari Roma, che hanno raggiunto una distribuzione globale. Le consegne delle Ferrari Monza SP1 e SP2 sono proseguite in linea con i piani.

Le prime consegne della nuova Ferrari Portofino M sono iniziate nel trimestre. Andando a vedere il dettaglio dei ricavi, quelli da Automobili e parti di ricambio sono stati pari a 881 milioni di euro (+95,5%), con una crescita messa in evidenza dal confronto favorevole in termini di volumi e dal forte arricchimento del mix di prodotto, a cui si aggiunge un maggior contributo dalle personalizzazioni.

L’incremento dei ricavi dei Motori (+118% a 45 milioni) riflette l’aumento delle consegne a Maserati e, in misura minore, la fornitura di motori ad altre scuderie di Formulan1. L’aumento dei ricavi da Sponsorizzazioni, proventi commerciali e relativi al marchio (+10,6% a 91 milioni), è attribuibile al calendario di Formula 1 più favorevole e alle attività legate al marchio, in parte compensato dal posizionamento inferiore nel campionato dell’anno precedente.

I cambi – inclusi quelli di transazione, di conversione e comprensivi delle operazioni di copertura – hanno avuto un impatto negativo per 30 milioni di euro. L’indebitamento industriale netto al 30 giugno 2021 è pari a 552 milioni di euro, rispetto a 420 milioni al 31 marzo 2021.

L’aumento è attribuibile alla distribuzione dei dividendi per 162 milioni di euro e al riacquisto di azioni per 82 milioni di euro, che hanno più che compensato la generazione positiva di free cash flow industriale nel corso del trimestre.

Al 30 giugno 2021 le passività per leasing derivanti dall’adozione dell’IFRS 16 sono state pari a 61 milioni. Al 30 giugno 2021, la liquidità totale disponibile era pari a 1.689 milioni di euro (1.730 milioni al 31 marzo 2021), incluse linee di credito committed e inutilizzate per 767 milioni di euro.

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