Serie A riforma UEFA
Aleksander Ceferin (Foto: LAURIE DIEFFEMBACQ via Onefootball)

C’è l’ombra delle competizioni per club UEFA sulla Serie A. Come ricorda MF-Milano Finanza, a partire dalla stagione 2024/25 si giocheranno più partite nei tornei continentali che in quelli nazionali.

Champions League, Europa League ed Europa Conference League assorbiranno il 57% dei 996 match annuali. Oltre a una congestione del calendario, questa situazione rischia di portare a un netto calo dei ricavi da diritti televisivi nazionali.

Uno studio del 2019 fatto pervenire dalla Liga in via confidenziale all’ad della Serie A Luigi De Siervo sottolinea come la riforma dei tornei europei – nello studio il riferimento è a una riforma differente, più in stile Superlega, rispetto a quella adottata – avrebbe portato a un calo dei ricavi da diritti tv tra il 35 e il 52%.

L’emergenza Coronavirus e il tentativo fallito di creare una Superlega europea avevano messo la questione in secondo piano, ma il tema è tornato di attualità in relazione alle discussioni per un cambio di format della Serie A.

Per bilanciare il numero eccessivo di gare dei tornei UEFA, la FIGC e la Lega Serie A sono infatti al lavoro su un campionato a 18 squadre con playout o con playoff e playout; o ancora a un campionato a 16 squadre con due retrocessioni e playoff per le prime sei classificate.

La Federcalcio si sta spendendo molto per creare consenso, anche se resta lo scetticismo dei club preoccupati dall’impatto della riforma su diritti tv, sponsor e incassi al botteghino. Per applicare le novità nel 2022/23, inoltre, la riforma andrebbe strutturata entro la fine di agosto: il tempo stringe.

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