Elkann nuovo ad Ferrari
(Foto Mark Sutton / Sutton Images, via Onefootball)

John Elkann è il principale azionista dell’impero industriale della dinastia Agnelli-Elkann. Un titolo che nei fatti gli era stato attribuiti da suo nonno, l’avvocato Giovanni Agnelli, che ancora prima del volgere del secolo scorso lo aveva designato come futuro numero uno della galassia imprenditoriale della famiglia piemontese.

Ma come si sostanza nei dettagli questo potere? Un articolo pubblicato da Il Sole 24Ore, sulla base di un documento finora inedito, ha ricostruito il modo in cui John Elkann domina l’impero di famiglia.

Per capirlo bisogna però fare un passo indietro e spiegare come è strutturato questo impero. Alla base ci sono le società operative come Stellantis, Cnh Industrial, Ferrari o la Juventus. Queste sono detenute in varia misura da Exor, la holding quotata, il cui primo azionista è la Giovanni Agnelli Bv, società non quotata di diritto olandese i cui soci per statuto possono essere soltanto i discendenti del Senatore Giovanni Agnelli, nonno dell’avvocato Agnelli e uno dei fondatori della Fiat.

Nel dettaglio i primi azionisti sono

Azionisti Giovanni Agnelli BV – Il riepilogo

  • Dicembre (John, Lapo e Ginevra Elkann in quanto eredi Giovanni Agnelli) – 38%
  • Ramo Umberto Agnelli (Andrea Agnelli e Anna Agnelli) – 11,85%
  • Ramo Maria Sole Agnelli – 11,63%
  • Ramo Giovanni Nasi – 8,79%
  • Ramo Laura Nasi-Camerana – 6,26%
  • Ramo Susanna Agnelli – 5,11%
  • Ramo Cristiana Agnelli – 5,05%
  • Ramo Clara Nasi-Ferrero di Ventimiglia – 3,53%
  • Ramo Emanuela Nasi – 2,58%
  • Ramo Clara Agnelli – 0,27%
  • Azioni proprie – 6,93%

Chi Comanda nella Dicembre

Ma chi comanda nella Dicembre? E’ proprio questo che è stato svelato nall’articolo del Il Sole 24Ore. Se infatti si è sempre saputo che John Elkann era il vero dominus della Dicembre, non si sapeva invece quali fossero le quote di ogni singolo fratello e come queste fossero state distribuite nel tempo.

Chi è Ginevra Elkann
Lapo e Ginevra Elkann
(Foto Andrea Staccioli / Insidefoto)

Va segnato che il nuovo documento svelato da Il Sole e che fotografa la situazione attuale della Dicembre è stato redatto per un semplice motivo: la scomparsa di tutti i soci che avevano sottoscritto il capitale della Dicembre all’atto della fondazione nel dicembre del 1984, ovvero Giovanni Agnelli, Marella Caracciolo, Umberto Agnelli, Gianluigi Gabetti e Cesare Romiti.

Il documento spiega: “Sulla base di questo atto emerge che il capitale sociale della Dicembre è pari a 103 milioni ed è ripartito così: 61,8 milioni, pari al 60%, è in capo a John Elkann, 20,6 milioni, equivalenti al 20%, è di proprietà di Lapo Elkann e il restante 20% per un controvalore di 20,6 milioni è di Ginevra Elkann”.

Ma questa composizione del libro soci è il punto di arrivo di una lunga storia di donazioni e compravendite che si sono susseguite in silenzio nell’arco di un ventennio.

  • La prima versione dello statuto risale al 1996 quando l’Avvocato trasferì con scrittura privata la nuda proprietà del 24,87% della Dicembre, donandola al nipote John Elkann. Il libro soci della società semplice vedeva così Gianni Agnelli con la piena proprietà del 25,374%, mentre Elkann, la figlia Margherita Agnelli e la moglie Marella detenevano la nuda proprietà del 24,87% a testa. L’usufrutto restava nelle mani dell’Avvocato.
  • Nel 2003 è poi subentrata la successione vera e propria, con la scomparsa dell’Avvocato. Dopo la morte di Giovanni Agnelli, si è proceduto infatti al consolidamento: il pacchetto del 25,37% è stato diviso perfettamente tra i tre soci della Dicembre, con il risultato finale che la torta vedeva John, Margherita e Marella con il 33,3% ciascuno.
  • A questo punto, decisiva è stata la determinazione con cui Marella Caracciolo, interpretando la volontà del marito, ha «perfezionato» la donazione del 25,4% che avrebbe garantito al nipote di salire al 58,7% e prendere così il posto di Giovanni Agnelli nella proprietà della società semplice.
  • Il passaggio successivo, datato 5 aprile del 2004 e che segue la ricapitalizzazione della Dicembre a cui partecipò anche Margherita l’uscita di scena della figlia dell’Avvocato che vendette alla madre la quota detenuta nella Dicembre.
  • Marella, però, anche in questa occasione decise di fare l’ultimo passo e predisporre tutto per la “sua” successione. Con un atto datato 19 maggio del 2004, la nonna di Yaki, risulta, vendette la nuda proprietà dell’1,3% a John Elkann, permettendogli di sali- re al 60%, e contestualmente fece entrare nel libro soci i nipoti Lapo e Ginevra, a cui vendette il 20% ciascuno, sempre in nuda proprietà e mante- nendo l’usufrutto.

La piena proprietà delle quote è stata acquistata dai soci dopo la scomparsa della nonna, con atto del 22 marzo del 2019.

I nuovi patti

La nuova versione dei patti sociali della Dicembre riserva altre novità disponendo che tutti i poteri di amministrazione della società «dovevano» passare a John Elkann alla morte dell’Avvocato. Una volontà rispettata da tutti i soci che, dopo la sua morte, hanno modificato l’articolo 9 dello statuto della Dicembre così, versione tutt’ora in vita: «I poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione spettano, senza eccezione alcuna, singolarmente al so- cio John Philip Elkann».

Un’altra previsione chiave dello statuto è rappresentata dall’articolo 7 che governa la successione. «Nel caso di morte di uno dei soci, gli eredi, se discendenti consanguinei del socio defunto o se già soci, ascendenti o fratelli del socio defunto, subentreranno di diritto nella proprietà della quota a condizione, se non già soci, che acconsentano».

Quanto alla cessione delle quote, è stabilito che potranno essere cedute, anche a titolo gratuito, solamente ad altri soci o discendenti consanguinei del socio cedente. Negli altri casi potranno es- sere cedute solo a possessori di azioni ordinarie della Giovanni Agnelli Bv, previa prelazione.

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