Pirelli Goldman Sachs
(Foto: Xavier Bonilla, via Onefootball)

Seduta in deciso calo per Pirelli che, con un ribasso superiore a 3 punti è in coda al Ftse Mib (+0,38%). A pesare sul titolo, che al momento cede il 3,1% a 4,869 euro per azione, dopo essere sceso fino a 4,848 euro, è il giudizio di Goldman Sachs, che ha rivisto al ribasso la valutazione da “neutral” a “sell”.

Gli analisti – spiega Radiocor –, che prevedono una rotazione sui titoli del settore pneumatici, hanno comunque lasciato invariato a “neutral” il rating sulla rivale francese di Pirelli, Michelin, il cui target price è stato aumentato da 130 a 136 euro per azione.

«Riteniamo che le pressioni sul mercato degli pneumatici per vetture per passeggeri rappresentino un vento contrario per Pirelli, mentre ci aspettiamo di vedere benefici per Michelin dall’aumento del capex nel settore delle attrezzature per il comparto minerario», hanno scritto in una nota.

Goldman Sachs fa notare che i produttori europei di pneumatici hanno avuto performance del 20% migliori rispetto ai produttori di componenti per auto negli ultimi tre anni, ma si potrà assistere a un cambiamento ciclico: «La sovraperformance può essere attribuita alla preferenza degli investitori per i titoli degli pneumatici, che sono relativamente difensivi, visto che generano il 75% delle vendite con la sostituzione di gomme usurate. Tuttavia, prevediamo un periodo di prevedibile e solido aumento della produzione, con un minore margine di sostituzione, tanto più che i volumi sono già ai livelli del 2019», hanno detto.

Un altro tema è quello dei prezzi delle materie prime, che sono cresciuti in modo significativo negli ultimi sei mesi e la maggior parte dei produttori di pneumatici hanno risposto annunciando aumenti dei prezzi a livello globale: «Il tema riguarda sia Michelin sia Pirelli e prevediamo un impatto positivo dal rapporto tra price/mix e materie prime nel corso dell’anno. Tuttavia, crediamo che questa dinamica sia ben compresa dal mercato e si rifletta già nelle stime», si legge.

Infine, gli analisti di Goldman fanno notare che sia Michelin sia Pirelli «sono fortemente esposte al segmento pneumatici premium, un segmento che ha ampiamente fatto meglio del mercato. Tuttavia, le maggiori prospettive di crescita e una redditività attraente hanno portato a un forte aumento della capacità produttiva negli ultimi tre anni e hanno fatto scendere i livelli di utilizzo di questo tipo di pneumatici a circa l’80%, mettendo sotto pressione le opportunità sui margini».

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