Antonio Conte, ex allenatore dell'Inter (copyright: Marco Canoniero/via Onefootball)

Dopo l’eccellente stagione nerazzurra, terminata con lo scudetto che mancava da 11 anni, Antonio Conte si racconta ai microfoni della Gazzetta dello Sport. Tanti i temi toccati: dall’esperienza con l’Inter, passando dalle parole di Massimo Moratti, a cosa si provi a tornare a Milano senza un ruolo da allenatore. Con una particolare attenzione al controverso tema del salario.

“Guadagno tanto, ma faccio guadagnare molto di più” afferma Conte. “Le cifre le fa il mercato, le fanno i risultati raggiunti, il lavoro svolto negli anni. Ma al di là di questo mi lasci dire che se il mio problema o la mia ossessione fossero i soldi, in passato sarei rimasto dov’ero”.

“Avrei accettato dei compromessi e magari ottenuto dei rinnovi, facendo anche da ombrello dorato. E invece guardo ai progetti e sono disposto a stare a casa se non mi convincono. È una questione di visione, serietà, onestà intellettuale e principi cui non derogo” conclude l’ex allenatore nerazzurro.

Infine, sul rapporto con Zhang e il futuro dell’Inter, Conte dichiara: “Posso solo dire che il mio progetto non è mai cambiato. Però non avrebbe senso parlare ora di queste cose. Non voglio entrare in alcuna polemica o questioni di mercato o altro. Rispetto il presidente Zhang, che ringrazio per avermi scelto, voglio bene all’Inter, alla squadra e ai tifosi, faccio un sincero in bocca al lupo a Simone Inzaghi che è un tecnico bravo, capace, ambizioso, e auguro a tutto il mondo nerazzurro i migliori successi”.

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