L'attaccante svedese Zlatan Ibrahimovic (copyright: Niall Carson/via Onefootball)

Continua il dibattito nel calcio europeo attorno alla Superlega. Questa a dire la sua è Zlatan Ibrahimovic, che ai microfoni della Gazzetta dello Sport, tra le varie domande, ha anche toccato il tema della nuova competizione, della quale il “suo” Milan è stato uno dei 12 club fondatori.

Alla domanda sulla sua opinione in merito alla vicenda, la stella svedese risponde: “Superlega? Non sono molto informato, ma posso immaginare i motivi che hanno spinto quei club ad agire: soffrono economicamente, hanno cercato una strada per riprendersi. Piuttosto, è strano che in certi Paesi come l’Inghilterra sia diventato un affare fra tifosi e club e nessuno abbia chiesto niente ai giocatori che mettono in scena lo spettacolo. Siamo noi che dovremmo giocare di più o di meno”.

Il discorso si attacca quindi alle partite giocate, tema sensibile anche in sede sindacale: “Gioco troppo? Non credo. Quando un giocatore non gioca si arrabbia, se si gioca troppo si dice che è troppo. Quando c’è il sole è caldo, quando non c’è il sole manca il sole… Bisogna trovare un equilibrio. Io dovrei imparare ad essere realista e a seguire i messaggi del corpo, ma non ci riesco e vado sempre al massimo”.

Infine, due parole sul tema dei salari, spesso additati come una delle cause maggiori di indebitamento dei club: “Cos’è guadagnare troppo? Ciascuno ha un valore, dipende da quanto ti serve quel giocatore. Il valore lo fa il mercato. È come in Borsa”.

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