Superlega Ceferin Ue
Il presidente UEFA Aleksander Ceferin (copyright: Nick Pott/via Onefootball)

A partire da oggi, ogni giorno sarà quello buono per l’apertura del procedimento disciplinare da parte della UEFA nei confronti di Juventus, Real Madrid e Barcellona in relazione al caso Superlega. Lo scrive la Gazzetta dello Sport, ricordando che Nyon minaccia la squalifica dei tre club: uno o due anni fuori dalle coppe.

Dall’altra parte ci sono invece le società, che resistono, ma che sanno di avere una sola via: quella dell’Unione Europea. Due sentenze aiutano a capire lo scenario. Una, la Meca-Medina, ha giudicato eccessiva la squalifica di due anni, per doping, di due atleti. Una sanzione sproporzionata rispetto agli obiettivi sportivi, hanno detto sorprendentemente i giudici.

L’altra sentenza (la Isu) riguarda i due pattinatori che avevano partecipato a un torneo “privato”: la Corte ha giudicato la loro squalifica a vita contraria alla libera concorrenza. C’è poi una terza situazione, forse ancora più importante. Riguarda la Commissione europea alla quale, cinque anni fa, è stato chiesto un parere sull’Eurolega di basket. Parere che Bruxelles deve ancora prendere, sapendo che gli effetti sarebbero a domino su tutto lo sport. Può darsi che il caso Superlega velocizzi volontà politica e procedure.

La UEFA sa che dovrà vincere la battaglia sul fronte politico se vorrà ottenere dall’Ue qualcosa di vincolante: un indirizzo al quale anche i giudici dovranno rifarsi. Altrimenti, lo spettro di una Superlega aleggerà sempre.

Sullo sfondo resta sempre l’ordinanza del Tribunale del commercio di Madrid che impedisce alla UEFA di contrastare la Superlega perché violerebbe il diritto alla concorrenza. È una pronuncia con la quale bisognerà confrontarsi quando il gioco si farà duro. Di sicuro per la UEFA sarebbe più facile imporre multe, non esclusioni.

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