Sky nuovi canali
(foto Sky)

Nella giornata di ieri è andato in scena un nuovo round fra Sky e sindacati, sul piano di riorganizzazione per gestire oltre 2.500 uscite su un totale di 11.000 lavoratori in 4 anni. La pay-tv di Comcast è al lavoro su più tavoli, in cui ieri sono stati incontrati i segretari nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil, oltre al coordinamento delle Rsu.

Il Sole 24 Ore riporta i primi dettagli numerici del piano di riorganizzazione ufficialmente annunciato lo scorso 9 aprile. La volontà dei sindacati – scrive il quotidiano – così come quella dell’azienda è gestire questi esuberi con un «approccio socialmente sostenibile».

Via libera, quindi, a politiche di incentivazione lasciando fuori dalla porta scelte unilaterali e strumenti traumatici, puntando invece su tutto ciò che può essere utile per ridimensionare il numero complessivo degli impatti. Il patto fra sindacati e azienda per ora si regge su questo.

Il risultato numerico messo nero su bianco ieri riguarda i primi due anni. Nel 2021/22 si prevedono 1.500 uscite. Di queste però gli interni sono 862. A sua volta in questo numero sono comprese poco più di 250 uscite volontarie già avute. Filtrando i numeri si arriva così a 174 uscite di interni da gestire nel 2021 e 433 nel 2022.

Numeri che non riguardano i giornalisti – sarà aperto un tavolo ad hoc con la Fnsi – e che sono, come detto anche nel precedente primo incontro fra azienda e sindacati, al netto dell’impatto della Serie A. Che andrà quindi verificato in un secondo momento.

Ricordiamo infatti che Sky è al lavoro su più fronti, dal ricorso contro l’assegnazione dei diritti tv a Dazn (l’udienza è in programma domani, mercoledì 5 maggio) alla partecipazione alla gara per il pacchetto 2, che prevede la trasmissione di tre gare in co-esclusiva a giornata dal 2021 al 2024.

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