Agnelli Elkann stipendio Exor
Andrea Agnelli e John Elkann (insidefoto.com)

John Elkann, Andrea Agnelli, Alessandro Nasi. Tre cugini, principali rappresentanti di tre diversi rami della dinastia Agnelli che si intrecciano intorno al futuro della Juventus, dopo gli avvenimenti delle ultime settimane che sembrano aver messo a rischio il futuro di Andrea Agnelli alla guida del club bianconero.

Tutto parte da Exor, la holding da cui partono gli investimenti della famiglia Agnelli e in cui i tre cugini sono impegnati in ruoli di primo piano, rappresentando di fatto i tre rami della dinastia a cui fanno riferimento le quote più significative nella Giovanni Agnelli Bv, la cassaforte di famiglia e primo azionista di Exor. Al cui vertice c’è John Elkann, ma in cui, considerando il peso, Agnelli e Nasi restano interlocutori obbligati nelle decisioni sul futuro delle aziende di famiglia, come la Juventus.

Dicembre, A&A e Enne. Sono queste le tre società, come ricostruito dal Sole 24 Ore, attraverso cui i tre cugini tengono le fila all’interno della Giovanni Agnelli Bv, la vecchia Sapaz traslocata in Olanda quattro anni fa

Al vertice resta la Dicembre di John Erlkann, che, per effetto della liquidazione di alcuni pacchetti da parte di altri soci della famiglia, ha incrementato fino al 38% il controllo sulla società olandese rispetto al 36% di fine 2016. Nelle quote della Dicembre, Elkann, fin dalla morte dell’Avvocato, ha una posizione di forza con il 58,7% delle quote, con invece una partecipazione minoritaria per il fratello Lapo e la sorella Ginevra.

Il consolidamento nella Bv è avvenuto anche per quanto riguarda le posizioni dei discendenti di Umberto Agnelli e dunque del ramo di Andrea, diventando secondo azionista con l’11,85%. Una partecipazione detenuta attraverso la la società semplice A&A: dopo la scomparsa di Umberto, le quote sono state divise tra la moglie Allegra Caracciolo di Castagneto (33%), i figli Andrea e Anna (22% ciascuno) e la nipote Virginia Azia (22%). Tuttavia, in seguito, Andrea e Anna hanno liquidato la madre Allegra e Virginia Azia, in una situazione che ora li vede detenere il 50% ciascuno. Insieme alla madre, invece, restano soci nella società semplice FLM, che si occupa di attività finanziarie e immobiliari diverse dal gruppo Exor, mentre Andrea Agnelli ha avviato da anni lo sviluppo di una holding di investimenti, Lamse.

Se la A&A è diventata di fatto il secondo azionista della Giovanni Agnelli Bv, il ramo di Alessandro Nasi può contare sull’8,79% delle quote, che ne fanno il quarto azionista della cassaforte di famiglia. Tuttavia, spiega il Sole 24 Ore, in un discorso più allargato Alessandro è stato scelto come referente dell’intero ramo “gruppo Nasi”, un macro gruppo che conta sul 21,16% della Bv di cu fanno parte le famiglie Ferrero Ventimiglia, Camerana, Marone Cinzano, Avogadro di Collobiano, Ajmone Marsan, Marini Clarelli.

La quota del ramo singolo di Alessandro Nasi è detenuta da un’altra società semplice, chiamata Enne, dall’iniziale dei Nasi. Una società che per anni intestato al padre Andrea, ma che, a partire dal 2013, è stata divisa tra i suoi cinque figli: Alessandro, Allegra (la sorella maggiore) e tre fratelli minori, nati dalle nozze con Ellen Downey (Giovanni, Livia e William). Ciascuno quindi possiede il 20% della società a cui fanno riferimento le quote della Giovanni Agnelli Bv, un percorso identico a quello avvenuto in un’altra società semplice della famiglia, la Pietra, a cui fanno capo delle proprietà immobiliari nell’ambito del complesso più ampio della Villa di Levanto che il Senatore lasciò agli eredi Nasi.

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