Gravina stipendio FIGC
Gabriele Gravina (foto Antonello Sammarco/Image Sport/Insidefoto)

In Italia il ruolo del presidente della Federcalcio è una carica onorifica e non particolarmente remunerativa. Lo scrive La Repubblica, spiegando che Gabriele Gravina sarebbe pronto a cambiare questa abitudine e ha discusso della questione durante l’ultimo Consiglio federale.

L’attuale presidente della FIGC ha posto l’accento su un incarico che assorbe profondamente, sostenendo che a suo dire i 36 mila euro garantiti attualmente sono un’ipocrisia che va cancellata, soprattutto se rapportata alle altre Federazioni all’estero. Una posizione sostenuta anche da uno dei due vice presidenti, Paolo Dal Pino, numero uno della Lega Serie A.

Ad oggi, tutti i presidenti di federazione sportiva in Italia percepiscono una retribuzione per il loro incarico, elargita dalla società Sport e Salute, controllata dal Mef, di 36 mila euro lordi all’anno. Per statuto, è l’unica retribuzione che spetta ai presidenti, a meno che non ricoprano altri incarichi retribuiti all’interno della federazione stessa.

Succede già in alcune Federazioni (la Federmoto, ad esempio). E il Coni avrebbe già dato l’avallo all’operazione. Nelle prossime settimane, il Consiglio federale dovrebbe quindi votare delle nuove indennità a presidente, anche se non è ancora chiaro l’ammontare. Gravina potrebbe riceverla in qualità di presidente della Commissione revisione campionati, oppure del Club Italia.

Non soltanto i vertici. Repubblica spiega che l’idea è di indennizzare anche i consiglieri federale. E poi, il presidente del settore tecnico e del settore giovanile, sempre della Federcalcio. E in prospettiva i vertici della Giustizia sportiva. In pratica, professionalizzare i ruoli e renderli veri e propri lavori remunerati. Per non rendere gli impegni federali un impegno con appannaggio esclusivo di chi possa permetterselo.

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