Dove abitano giocatori Juventus
Foto Andrea Staccioli / Insidefoto

Dove abitano i giocatori di Torino e Juventus? Dalla campagna al centro città, il Corriere della Sera ha ricostruito le preferenze abitative dei calciatori delle due sponde di Torino.

Lo ha fatto con Giuseppe Greco, che da 11 anni, con la sua Logo immobiliare, trova casa ai giocatori juventini (e non solo) e con Pietro Spagnolo, che dagli uffici dello Studio Torino immobiliare da quasi vent’anni si occupa di trovare un domicilio all’altra metà del cielo, quello granata.

Fino a uno-due anni fa, il 90% degli atleti abitava in centro, mentre ora la percentuale potrebbe essere diminuita al 75%. Comunque altissima, se paragonata alle abitudini delle altre città del calcio, dove spesso le star si isolano fuori, tra ville e campagne.

Nel caso di Torino, eccezioni a parte – come Cristiano Ronaldo e Andrea Pirlo –, tanti hanno preso residenza nelle vie del centro, appunto: dalle parti di piazza Cln e via Buozzi, da via Lagrange a via Della Rocca. Dove bianconeri e giocatori del Toro si mischiano: Belotti e Sirigu, Bonucci e Chiellini.

Ma qualcuno ha anche cambiato idea nel tempo, come Dybala, che per anni è stato in piazza Cln, tra le finestre di Profondo Rosso, per poi spostarsi in collina. Questione di radici, anche, come racconta ancora Spagnolo: «Spesso i sudamericani hanno la passione, e cercano, case con il verde, per il barbecue ed invitare amici».

C’è anche l’eccezione che conferma la regola: da Douglas Costa, in via Lagrange, ad Asamoah, che stava in via Alfieri. Tra i calciatori, notevole successo ha avuto Lagrange 12, all’incrocio con via Giolitti, base di Massimiliano Allegri e dimora di Dani Alves, all’ultimo piano con piscina e vista su piazza San Carlo.

Lo sguardo rimane comunque orientato al mercato del futuro, con un motto preciso se Torino vorrà ispirarsi alle grandi città europee, nel mercato immobiliare d’elite: «Se vuoi differenziarti, devi stare sul lusso», dice ancora Greco.

Lavorando bene, del resto, l’abitazione si è fatta investimento pure per chi, solitamente, non mette radici: «Abbiamo avuto più di un caso in cui hanno comprato perché a Torino lo fai a cifre umane, ritrovandoti comunque un investimento», ha aggiunto Spagnolo.

E all’orizzonte, si annuncia il ritorno della Crocetta: «Sarà la nuova zona», dice Greco. Concorda Simone Pansa del gruppo Crea-Re: «Lì, dopo gli anni ottanta-novanta, hanno cambiato mano poche unità, ma sarà il prossimo mercato di sviluppo».