Cina club campionato 2021
(Foto: Li Bo)

Attraverso una nota ufficiale, la Federcalcio cinese (Cfa) ha ufficializzato l’estromissione di sei club dalla Super League cinese a causa di difficoltà finanziarie. Tra questi anche i campioni in carica del Jiangsu FC, con la società di Suning che aveva già annunciato lo scioglimento dell’attività circa un mese fa.

Lo Jiangsu già a gennaio aveva visto l’allenatore, lo staff tecnico e i giocatori stranieri disertare la ripresa delle attività in seguito a ritardi nel pagamento degli stipendi dopo l’ordine del governo di Pechino di effettuare importanti tagli sugli ingaggi.

Il tecnico Cosmin Olaroiu si era anche rivolto alla FIFA chiedendo di risolvere con un arbitrato il suo rapporto con il club. A riempire il posto vacante nella prossima edizione della Chinese Super League sarà il Cangzhou Mighty Lions mentre un’altra squadra, i Tianjin Jinmen Tigers, alla fine ha soddisfatto i requisiti per la partecipazione nonostante fosse sull’orlo dello scioglimento.

Gli altri cinque club estromessi sono i seguenti:

  • Taizhou Yuanda;
  • Inner Mongolia Zhongyou;
  • Beijing Chengfeng (Renhe, nella CL1 lo scorso anno);
  • Jiangsu Yancheng (CL2);
  • Shenzhen Bogang (CL2)

Secondo quanto riportato da Titan Sport Plus, Suning non è l’unico possessore di un club escluso che vanta proprietà anche in Europa. Il Beijing Chengfeng è infatti nelle mani di Dai Yongge, presidente esecutivo della Renhe, società che detiene il 75% del Reading FC in Inghilterra.

Stesso discorso valido per lo Shenzhen Bogang, la cui quota di maggioranza è detenuta dal miliardario e imprenditore Lai Guochuan, che da qualche anno controlla anche la maggioranza del club di Premier League West Bromwich Albion.

«Rispetto alla stagione 2020 (quando un totale di 16 club sono stati squalificati dai campionati professionistici), il numero di club sciolti è diminuito», ha aggiunto la Federcalcio nella sua nota affermando che la crisi finanziaria degli investitori dei club, il cambiamento del contesto imprenditoriale durante la pandemia e le bolle nei campionati professionistici sono i motivi che hanno portato allo scioglimento dei sei club.

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