Montolivo causa Criscitiello
Foto Antonietta Baldassarre / Insidefoto

Si è conclusa con l’archiviazione la causa intentata dall’ex centrocampista di Milan e Fiorentina Riccardo Montolivo, nei confronti del direttore di Sportitalia Michele Criscitiello.

Il riferimento è a un atto di denuncia-querela del novembre 2018, con il quale Montolivo, allora giocatore del Milan, sosteneva di essere stato «oggetto di dichiarazioni diffamatorie rilasciate dal giornalista sportivo Criscitiello Michele nel corso del programma Sportitalia trasmesso il 23.10.2018», si legge nella decisione del giudice.

Secondo Montolivo, «il giornalista aveva diffuso la notizia di una cena avvenuta in un ristorante milanese in presenza» dello stesso centrocampista, del suo procuratore Giovanni Branchini, di Roberto Donadoni, e dell’allora Dg del Milan Leonardo.

Per il giocatore, il giornalista durante la trasmissione «aveva lasciato intendere che nel corso della cena i predetti avrebbero cospirato contro l’allenatore in carica, all’epoca dei fatti, Gattuso Gennaro, per sostituirlo con la persona del Donadoni».

In particolare, Montolivo lamentava che Criscitiello avesse «ricondotto la sua partecipazione alla cena, a contrasti e ostilità che vi erano stati in precedenza tra lui e il tecnico della squadra (in particolare quest’ultimo aveva escluso di convocarlo per la tournee estiva negli Stati Uniti e non gli aveva attribuito il ruolo di capitano)», si legge ancora sul documento.

Infine, l’ex centrocampista sosteneva che – a seguito della divulgazione della notizia – avrebbe ricevuto «insulti ed offese del tipo “infame”, “spia”, “verme”, ed era stato descritto come traditore e cospiratore agli occhi della squadra, con conseguenti maggiori problemi nel suo rapporto con l’allenatore».

In più, il giocatore lamentava il fatto che la notizia – nonostante le smentite dello stesso Montolivo, di Donadoni e di Branchini – fosse rimasta su diversi siti di informazione e social network.

Ciò nonostante, il Pm ha avanzato richiesta di archiviazione sostenendo che le frasi non fossero «in alcun modo offensive della reputazione della persona offesa, essendosi il giornalista limitato ad evidenziare un possibile “pettegolezzo” sul calciomercato, materia di per sé frutto di indiscrezioni».

A questo, si aggiunga il fatto che la notizia sul possibile cambio di panchina nel Milan fosse già di dominio pubblico, avendo trovato spazio su diverse testate, «così come gli screzi con l’allenatore della squadra».