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Foto Andrea Staccioli / Insidefoto

La pandemia non permette alla logistica del calcio europeo di riposare. Completati i sorteggi, la UEFA dovrà molto probabilmente tornare al lavoro per gestire le sedi dei quarti di finale. Le restrizioni che avevano obbligato lo spostamento di sede di diverse gare, tra gli ottavi di Champions League e sedicesimi e ottavi di Europa League, sono al momento ancora in vigore, rischiando di colpire soprattutto le inglesi.

In Champions League, le formazioni britanniche rimaste sono tre, tutte impegnate in scontri con squadre estere:

  • Manchester City – Borussia Dortmund
  • Real Madrid – Liverpool
  • Porto – Chelsea.

Ora il dubbio riguarda le decisioni che saranno prese dall’Uefa. I precedenti e le disposizioni dei governi europei lasciano pochi dubbi sul fatto che la federazione sarà costretta a riorganizzare le sedi anche in questo turno.

Le direttive del governo tedesco, che limitano l’ingresso ai voli provenienti dal Regno Unito, avevano costretto il Liverpool a giocare su campo neutro nelle due sfide contro il Lipsia, giocatesi alla Puskas Arena di Budapest. Molto probabilmente sarà così anche per Manchester City e Borussia Dortmund, a meno di nuove indicazioni a riguardo da parte di Berlino.

Stesso discorso per la sfida Liverpool – Real Madrid. Il precedente è in questo caso l’ottavo di finale tra Chelsea e Atletico Madrid, in cui la limitazione del governo spagnolo ai voli provenienti da Londra avevano obbligato a disputare la gara d’andata alla National Arena di Bucarest. Il ritorno si era comunque disputato a Standford Bridge, aumentando quindi le speranze di disputare la gara del 14 aprile ad Anfield Road.

Infine, anche Chelsea – Porto potrebbe essere soggetta a limitazioni simili. Il precedente questa volta riguarda l’Europa League, precisamente il sedicesimo di finale tra Benfica e Arsenal, la cui gara di andata si era disputata all’Olimpico di Roma, ritorno ad Atene. Il discorso è sempre lo stesso: le limitazioni che avevano impedito all’Arsenal di sbarcare a Lisbona saranno con tutta probabilità ancora in vigore in vista della sfida dei quarti di finale di Champions, anche perché le città coinvolte sono esattamente le stesse.

Resta quindi da capire cosa deciderà la UEFA, o se l’evoluzione della pandemia nel prossimo mese permetterà ai governi di allentare almeno parzialmente le misure.