Bassetti vaccinare calciatori
Pallone Serie A (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

Vaccinare tutti i giocatori, subito: sono queste le parole d’ordine del prof. Matteo Bassetti, direttore del reparto malattie infettive del San Martino di Genova, intervistato da Tuttosport.

«Chi ha già passato il Covid può fare una sola dose di Astrazeneca, che per i giocatori è una soluzione perfetta». Secondo il professore, la soluzione sarebbe «molto intelligente» per tre motivi:

  • si eviterebbero cluster che poi possono avere ripercussioni con il mondo che circonda ogni calciatore;
  • si escluderebbero problemi al campionato con il rischio di rinvio di partite, che comportano problemi all’intera industria;
  • motivo più importante: si darebbe un segnale preciso agli scettici, con un esempio dato da chi ha un grande potere comunicativo e una profonda influenza su uno sterminato numero di persone.

«Faccio un esempio: se si vaccinasse Cristiano Ronaldo, un campione assoluto e amatissimo, chissà quanti tifosi seguirebbero il suo esempio. Però, per fare tutto questo occorrono i vaccini», ha dichiarato Bassetti.

L’intervista prosegue, tra uno sguardo alla situazione del Torino («ci vorrà del tempo prima che i Granata tornino in forma») e la passione del professore per il Genoa, per poi arrivare alla questione della normalità perduta.

«La normalità arriverà solo quando tutti o almeno la maggior parte delle persone sarà vaccinata. L’apertura progressiva degli stadi può essere un inizio, ma tutto dipende anche dal piano vaccinale», sul quale Bassetti è particolarmente critico.

Infine, la domanda se il prossimo campionato sarà «normale»: «Me lo auguro tanto. E spero che la normalità possa, piano piano, tornare in tutta Italia. Il calcio poi è un fenomeno sociale che coinvolge un enorme numero di persone e che dà lavoro a tanta gente. Non solo, ha un vasto seguito, è amato, è una parte fondamentale del nostro Paese. E allora diamoci da fare. Troviamo questi benedetti vaccini, creiamo punti di accesso per tutti, convinciamo chi è renitente. La soluzione c’è: si chiama vaccino. E allora andiamo a comprarli e diffondiamoli».