Superlega accordo vincolante
(Photo by Eric Alonso/Getty Images)

Tutto è iniziato nel 2016, con i primi contatti tra John Hahn – responsabile degli affari internazionali di Providence – e José Ángel Sánchez Periáñez, direttore generale del Real Madrid.

Nasce da qui l’alleanza tra uno dei club più importanti in Spagna e nel mondo e il fondo di private equity Providence, che vanta investimenti per 44 miliardi di dollari.

Una partnership che porta alla luce la storia svelata da Info Libre – sulla base di documenti di Football Leaks pubblicati da Der Spiegel – sul denaro proveniente dal paradiso fiscale delle Isole Cayman in favore delle Merengues, attraverso due filiali di Providence radicate sul territorio.

Denaro parte della maxi operazione imbastita dal Real Madrid e dalla stessa Providence, che nel 2016 hanno firmato una lettera d’intenti non vincolante, per il versamento da parte del fondo di 500 milioni di euro in 10 anni, divisi in tre parti:

  • Due tranches da 200 milioni di euro;
  • Una tranche da 100 milioni di euro.

In cambio di queste risorse, il Real Madrid si sarebbe impegnato a corrispondere a Providence il 23,75% dei maggiori ricavi derivanti dallo sfruttamento dei diritti commerciali in alcuni ambiti: quelli derivanti dagli sponsor e da buona parte delle piattaforme digitali.

Il primo accordo si formalizzò così nel 2017, con durata fino al 2021, e portò nella casse del Real 200 milioni di euro in cambio della retrocessione al fondo di una parte dei suoi ricavi da sponsor. Restavano esclusi da questo “perimetro” lo sponsor tecnico, e di maglia e i naming rights per stadio e centro sportivo.

Ma qui si arriva al punto. Con chi il Real Madrid ha firmato questo accordo sostanzioso? Non con Providence Equity Partners LLC (con sede in Florida), ma con PQ VII Sàrl, società domiciliata in Lussemburgo. Costituita nel 2017, la società vantava un capitale di soli 20 mila euro.

«Si tratta di un veicolo i cui beneficiari ultimi sono due società domiciliate nel paradiso fiscale delle Isole Cayman», scriveva il direttore finanziario del Real Madrid Julio Esquerdeiro, in una mail indirizzata ai vertici del club.

«Due società con sede alle Isole Cayman e domiciliate in un edificio a George Town dove sono presenti migliaia di società, garantiscono il pagamento al club di 200 milioni di euro da parte di una società lussemburghese con 20.000 euro di capitale sociale! Sembra uno scherzo, ma temo che sia vero», aggiungeva Esquerdeiro nelle mail.

Per ovviare a questo problema, il 20 novembre Real Madrid e Providence hanno parzialmente modificato il contratto precedente, con le due società delle Isole Cayman che hanno garantito al club il pagamento di 175 milioni di euro attraverso una lettera di credito emessa da una filiale di Citibank a Tampa, nello stato della Florida.

Una struttura della quale il Real Madrid conosceva i rischi fin dal principio, soprattutto a livello fiscale (oltre che in relazione a danni di immagine e di reputazione). Tanto che lo stesso Esquerdeiro spiegava nelle mail come i fondi utilizzassero strutture di questo tipo per ridurre al minimo i costi fiscali (grazie al domicilio in Lussemburgo).

Non si tratta di strutture illegali, ma il direttore finanziario ha avvertito che se il fisco, in una delle sue ispezioni, avesse ritenuto che la società lussemburghese non fosse l’effettiva beneficiaria dei pagamenti del Real Madrid, avrebbe potuto qualificare l’operazione come “frode”.