Karl-Heinz Rummenigge (Photo by Alexander Hassenstein/Bongarts/Getty Images)
Karl-Heinz Rummenigge (Photo by Alexander Hassenstein/Bongarts/Getty Images)

Karl-Heinz Rummenigge, Ceo del Bayern Monaco, si è concesso ad un’intervista al Corriere della Sera, nella quale sono emersi diversi spunti interessanti sul tema degli ingaggi e sulla nuova Champions League in arrivo dal 2024.

Dopo aver parlato di Flick e del suo Bayern (“squadra incredibile, eccezionale”), Kalle si è difeso dalle accuse di voler privilegiare i calciatori rispetto agli anziani per il vaccino: “Ho solo detto che vaccinarli poteva essere un buon esempio per convincere a farlo anche quella parte della popolazione più riluttante”.

Il tema della conversazione si è quindi spostato verso sull’argomento ingaggi, prendendo spunto dal faraonico ingaggio di Leo Messi. “Ho riso… Posso fargli solo i complimenti, perché è riuscito a fare un contratto così astronomico” ha affermato il Ceo.
Ma è davvero sostenibile questo calcio, soprattutto con la pandemia in corso?

“Il problema è di lunga data ed è cominciato con la sentenza Bosman del 1996. Poi negli ultimi dieci anni abbiamo sbagliato tutti, perché abbiamo speso sempre di più a favore di giocatori e agenti. La pandemia ha mostrato che dobbiamo fare marcia indietro e tornare a un modello più razionale. Spero sia possibile, ma non sarà facile”.

Il motivo è chiaro: mentre il prezzo dei cartellini si è drasticamente ridotto, “per quanto riguarda gli ingaggi dei giocatori top invece gli agenti sono ancora in grado di ottenere soluzioni al rialzo”. Si rende quindi necessaria una soluzione europea. “In Germania ne abbiamo discusso con una task force, che ha coinvolto politici e tifosi. La gente vuole un calcio più razionale”.

Sul tema di un tetto salariale, Rummenigge ha affermato: “Sarebbe forse una buona iniziativa, ma nel 2008 con Platini presidente della Uefa e Infantino direttore generale, siamo andati a Bruxelles per capire se fosse una strada percorribile: i politici ci hanno sempre detto che saremmo andati contro la legge europea. Magari adesso è il momento opportuno di fare una nuova iniziativa e correggere quello che abbiamo combinato negli ultimi dieci anni”.

Infine, qualche parola sulla nuova Champions League. “Sarà molto più spettacolare e vivace della fase a gruppi di oggi, che spesso è noiosa nelle ultime giornate. Sarà più complicato qualificarsi e più avvincente”. E i campionati nazionali? “Avranno sempre un valore di alto livello. La nuova Champions è la ciliegia sulla torta, ma il valore del campionato non cambia: per il tifoso italiano è importante come finisce il derby di Milano o la partita contro la Juve”.

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