Ibra Lukaku Procura
(Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

“Ibrahimovic si è costruito un personaggio, per scherzo, non è per niente arrogante. Me lo ricordo bene quando andò via dal Milan, insieme a Thiago Silva, e non voleva proprio andarsene, era molto dispiaciuto. Aveva un legame emotivo con la città e il Milan. Nel 2006 lo prese l’Inter, ma doveva già approdare in rossonero”. Così l’avvocato Leandro Cantamessa, che è intervenuto a Punto Nuovo Sport Show a proposito dell’indagine su Ibra dopo la lite con Lukaku nel derby di Coppa Italia.

“Accusa di razzismo ai danni di Ibra? Non esiste – aggiunge -. È assurdo, grottesco, pensare ciò di uno che è vissuto in una sorta di ghetto. Discussione con Lukaku? Non conosco Romelu, ma Chicco Capellini – mio allievo e avvocato dell’Inter – mi ha sempre detto che è una persona molto intelligente. Non lo troverò contro in questo giudizio, Lukaku dovrebbe astrattamente rispondere di certe frasi e Ibrahimovic non ho capito di cosa”.

“La frase sui riti Voodoo? Il presidente dell’Everton, per giustificare vicende personali con Lukaku, tirò fuori questa storia. Donkey o Monkey? Gli ha detto ‘donkey’, letteralmente ‘asino’, ma in ambito sportivo vuol dire scarso. La vicenda delle 50 sterline? Non c’ero, ma l’ho letto sui giornali, non ho mai chiesto a Ibra. Sono scherzacci da scolaresca o spogliatoio. È difficile che se lo dicano un commercialista e un avvocato, ma tra due che hanno condiviso uno spogliatoio ci sta”.

“Indagine? Se si guarda l’evento e non l’eco che ha generato, sarebbe un nulla di fatto. Sono due grandi giocatori, con una differenza: il Milan ha dimostrato di poter fare bene senza Ibrahimovic, l’Inter non può far a meno di Lukaku”, conclude.

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