Franck Ribery (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

Arriva il via libera ufficiale alla conferma delle agevolazioni fiscali per i calciatori e gli sportivi professionisti “impatriati” contenute nel Decreto Crescita, dopo il lavoro e il pressing della Figc e del presidente Gravina così come della Lega Serie A e del presidente Dal Pino. Un decreto firmato in extremis considerando la crisi di Governo, ma che dà respiro alla Serie A e a tutto il mondo dello sport professionistico in Italia.

Il tema era esploso nelle scorse settimane, dopo una circolare dell’Agenzia delle Entrate che aveva di fatto sospeso l’applicazione della norma per gli sportivi professionisti. Il Decreto Crescita del 2019 aveva infatti esteso la platea dei beneficiari del regime speciale per i lavoratori impatriati anche gli sportivi professionsti, con tassazione ridotta al 50% per i redditi da lavoratore dipendente per chi trasferisce la propria residenza in Italia dopo almeno due anni all’estero e impegnandosi a mantenere la residenza in Italia per almeno due anni.

All’interno della norma, è previsto che gli sportivi professionisti versino comunque un contributo pari allo 0,5% della base imponibile destinato al potenziamento dei settori giovanili. Era previsto un apposito decreto attuativo del Presidente del Consiglio dei ministri per definire criteri e modalità del versamento: tuttavia, fino allo scorso dicembre, questo dpcm non era ancora arrivato, bloccando, nell’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, l’applicazione dell’intera norma.

“Al riguardo, su parere conforme del Ministero dell’Economia e delle finanze – Dipartimento delle Finanze (Registro Ufficiale prot. 324497 del 9 ottobre 2020), si precisa che ai richiamati soggetti (gli sportivi professionisti, ndr) non può essere, tuttavia, riconosciuto il regime agevolato previsto nell’articolo 16, comma 5-quater, in esame finché non sarà adottato il d.P.C.M. di cui al successivo comma 5-quinquies del medesimo articolo 16”, quanto aveva scritto l’Agenzia in una nota, scatenando il caos.

Il lavoro di Gravina e di Dal Pino ha portato così al decreto attuativo, che sarà retroattivo e quindi non escluderà nessuna situazione già in essere.

Nel decreto relativo all’utilizzo dello 0,5% della base imponibile si legge che “per accedere al suddetto contributo, le Federazioni dovranno presentare al Dipartimento per lo Sport, secondo le modalità e nei termini da definirsi con provvedimento del medesimo Dipartimento, un progetto, un programma o un piano finalizzato al sostegno dei settori giovanili di propria competenza. I progetti, i programmi o i piani presentati dovranno:

  • riguardare l’intero territorio nazionale, anche in proporzione rispetto alle società affiliate alla Federazione proponente;
  • afferire alla formazione professionale di personale coinvolto nelle attività dei settori giovanili;
  • incentivare i valori delle pari opportunità, il contrasto ad ogni forma di discriminazione;
  • aumentare l’integrazione dei disabili, delle minoranze etniche, degli immigrati e di altri gruppi sociali vulnerabili”.

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