Cavalieri del Lavoro
John Elkann (Insidefoto)

In Stellantis, la società che è sorta dalla fusione tra Fca e Peugeot, John Elkann, che ne è il presidente esecutivo, avrà anche poteri speciali.

Lo rvela Mf Milano Finanza citando il regolamento del cda del nuovo colosso automobilistico.

Le norme aziendali spiegano infatti che “qualora il presidente del board sia anche un amministratore esecutivo (è il caso di Elkann, ndr) – dovrà essere consultato su alcune questioni strategiche rilevanti assieme al ceo”, incarico che è appannaggio di Carlos Tavares, l’ex amministratore delegato di Peugeot

L’elenco dei temi rilevanti comprende otto punti e sostanzialmente riguarda tutte le decisioni cruciali per il futuro di Stellantis.

Il presidente esecutivo dovrà essere necessariamente consul-
tato su:

  • pianificazione finanziaria e strategica a lungo termine;
  • operazioni di fusione e acquisizione, inclusi significativi accordi di joint-venture, investimenti e disinvestimenti;
  • evoluzione strategica del portafoglio marchi e investimenti significativi in prodotti; nomine, pianificazione di successione e remunerazione per le posizioni chiave nel comitato esecutivo globale;
  • relazioni istituzionali, incluse rapporti con i principali stakeholder governativi, soprattutto in questioni di rilevanza strategica;
  • questioni significative dal punto di vista delle pubbliche relazioni e principali eventi/argomenti di comunicazione;
  • Interazione con i principali azionisti e partner di riferimento; fornire la guida al cda e, in circostanze di crisi, al management esecutivo su problemi di governance e gestione ad hoc delle situazioni di crisi.

Insomma è vero che la nuova Stellantis, malgrado la holding Exor degli Agnelli-Elkann ne sarà il primo socio con il 14,4% sarà soprattutto a trazione francese. In particolare in virtù del fatto che il cda sarà a maggioranza transalpina: cinque membri sono infatti nominati da Fca (inclusi Elkann e il presidente della Juventus Andrea Agnelli), altri cinque da Peugeot, oltre però a Tavares, che nei fatti rappresenta il sesto componente del board di nomina francese.

E’ però altrettanto vero che questi poteri speciali consentono al presidente esecutivo Elkann una maggiore possibilità di controllo su scelte strategiche per la società

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