Ritorno tifosi negli stadi
Tifosi allo stadio (Photo by Paolo Rattini/Getty Images)

Uno dei principali temi per riportare il calcio italiano al vertice è quello del rinnovamento degli impianti. Il Rapporto Monitor Deloitte, che i vertici del calcio italiano hanno inviato al Governo insieme a una lettera per semplificare l’iter per i nuovi stadi, ha preso in esame lo stato attuale degli impianti nostrani, confrontandoli con quelli delle altre quattro top leghe europee (Premier, , Bundesliga, Liga e Ligue 1).

Il report di Deloitte analizza gli impianti dei cinque principali campionati europei sotto 3 aspetti: tipologia di ownership; età degli impianti ed interventi di costruzione o ammodernamento degli stadi; fan experience.

Per quanto riguarda la proprietà degli stadi, nel 2019 gli stadi di proprietà pubblica in Serie A sono il 13% superiori alla media europea. Un dato che testimonia la rarità degli investimenti privati negli stadi italiani.

La situazione nel Bel Paese è caratterizzata da stadi di proprietà pubblica per la maggior parte, ben il 70%, mentre sono solamente 3 gli stadi di proprietà dei club: Juventus, Sassuolo e Udinese. L’analisi allargata alle altre serie professionistiche in Italia, fornisce una visione ancor più chiara. Nel 2019, su 91 stadi, il 92% è di proprietà pubblica, mentre solo il 4% è di proprietà dei club (i 3 della Serie A più uno in Serie C).

L’unica lega con una maggior presenza di impianti di proprietà pubblica è la Ligue 1, in cui la percentuale raggiunge il 95%, ma rispetto alle altre 3 leghe la percentuale è superiore. In Spagna il 60% degli impianti della Liga è di proprietà pubblica, il resto è dei club; in Germania e, soprattutto, Inghilterra, la percentuale scende drasticamente, rispettivamente al 39% e 20%.

La costruzione di nuovi impianti o gli interventi di rinnovo sono stati del 50% inferiori rispetto alla media delle altre leghe europee. Ciò significa che gli stadi in Italia sono obsoleti e presentano un basso livello d’innovazione

La situazione è ancor più drammatica se si guarda all’età degli stadi italiani. Nel 2019 l’età media degli impianti utilizzati dalle squadre professionistiche è di 63 anni. Il dato si abbassa leggermente per la Serie A dove l’età media degli stadi protagonisti della stagione 2019/20 è di 56 anni. In Serie B sale a 66, mentre in C si attesta introno ai 64 anni.

Se si guarda ai nuovi stadi o alle opere di ammodernamento per l’Italia non va molto meglio. I nuovi impianti costruiti dopo il 2000 sono solamente 3. Solo la Liga è al pari della Serie A per quest’ultimo dato, ma ha avuto 5 ammodernamenti in più (15 contro i 10 italiani). In Francia i nuovi stadi sono 4, 6 in Premier e ben 11 in Bundesliga.

Da questi dati si deduce l’impossibilità di offrire una fan experience adeguata, che posiziona la Serie A ad un significativo gap rispetto ai competitor europei. Una distanza che si riscontra in vari indici, come quello dei ricavi annui medi da gara (dati relativi al 2017/2018): in Italia si guadagnano circa 15 mln di euro in media, il 60% in meno rispetto a quanto avviene in Premier (38 mln) e la metà rispetto alle entrate dei club tedeschi (30 mln). In Liga i ricavi sono pari a una media di 26 mln, mentre in Ligue 1 solamente 10.

Un ulteriore dato significativo è quello dei ricavi medi da spettatore. I tifosi italiani spendono in media 32€ a testa, nuovamente davanti solo al campionato transalpino dove la spesa dei supporter è in media di 22€. In Bundesliga sale a 39€. Più alta invece le uscite dei fan spagnoli e inglesi, rispettivamente pari a 50€ e 52€.

Serie A Premier League Liga Bundesliga Ligue 1
Ricavi medi per club 15 38 26 30 10
Ricavi medi per spettatori 32 52 50 39 22
Spettatori medi per gara 25 38 27 45 23
Riempimento medio 59% 96% 70% 90% 72%
Nuovi stadi dal 2000 3 6 3 11 4
Ammodernamenti 10 8 15 6 12
Dati ricavi in milioni di euro su 2017/18
Dati riempimento stagione 2017/18
Fonte: Studio Deloitte “Gli Stadi italiani nel panorama europeo”

In conclusone la differenza dalle altre leghe è evidenziata anche dalla minor affluenza agli stadi italiani, non solo per il minor numero di spettatori in media che giunge negli impianti per assistere ai match, ma anche dall’affluenza attesa, ovvero il numero di tifosi attesi allo stadio in percentuale rispetto alla capienza totale degli stadi. In Italia questo dato si assesta al 59%, una percentuale nettamente inferiore rispetto al pubblico atteso per i match di Premier e Bundesliga, dove si registra quasi sempre il tutto esaurito: la percentuale per gli stadi inglesi è del 96%, incredibilmente vicina al sold out di media; mentre l’attendance di supporter tedeschi è pari al 90%.

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