Perchè si dice biscotto
(Photo by Henri Szwarc/Bongarts/Getty Images)

Perchè si dice biscotto – Nel mondo dello sport – del calcio soprattutto – si sente spesso utilizzare il termine “biscotto” in riferimento alla possibilità che due squadre giochino per un determinato risultato, con la possibilità che questo favorisca entrambe (per ragioni di classifica) a discapito di una terza formazione che non prende parte alla gara, ma che è coinvolta nella medesima competizione.

Uno dei “biscotti” più celebri della storia recente, per fare un esempio, è quello che ha portato all’eliminazione dell’Italia dall’Europeo del 2004. In quell’occasione, Svezia e Danimarca pareggiarono con il risultato di 2-2, che qualificava entrambe alla fase successiva, escludendo gli Azzurri.

Ma perché in occasioni come queste si utilizza proprio il termine “biscotto”? L’origine della sua trasposizione nello sport con il significato di “combine” o “gara falsata” non è molto chiara. Tuttavia, scrive Il Post, ci sono due scuole di pensiero.

Perchè si dice biscotto – La prima spiegazione

La più “conservativa” sostiene che “biscotto” indichi un risultato sportivo truccato perché simboleggerebbe, come suggerisce l’etimologia della parola, un dolce cotto due volte e che quindi accontenta due parti, o meglio due partecipanti a una competizione sportiva, spesso sfavorendo decisamente un terzo concorrente.

Perchè si dice biscotto – La seconda ipotesi

L’altra ipotesi risale invece all’ippica e indica anche qui una gara truccata o falsata. Il biscotto, in questo caso, era un dolce inzuppato di sostanze illegali fatto mangiare a un cavallo allo scopo di alterare le sue prestazioni, secondo una pratica utilizzata molti anni fa.

Ai cavalli che dovevano perdere – spesso per far vincere altri cavalli outsider, su cui puntava chi imbrogliava – si davano dei sedativi, così da impedirne la vittoria. Spesso era proprio il proprietario del cavallo favorito a sedare il suo animale per poi scommettere su un cavallo sfavorito e guadagnare più soldi dalle vincite.

In questo modo, il termine può rendere l’idea di sfavorire una determinata parte a favore delle altre rimaste in gioco.