Conte liquidità Inter
Antonio Conte, allenatore dell'Inter (Photo Cesare Purini / Insidefoto)

Servirà attendere il mercato di gennaio per capire se l’asse Conte-Inter sia rimasto intatto e se le mosse del club andranno in direzione delle indicazioni del tecnico. Solo così sarà chiaro se – almeno sulla carta – il matrimonio tra i nerazzurri e l’allenatore potrà continuare fino a scadenza, nel 2022.

Conte ieri ha parlato di «mangiare il panettone», ma sa che per il momento nessuno ha intenzione di cacciarlo. L’ad nerazzurro Beppe Marotta – scrive Repubblica – continua a ribadirgli fiducia in pubblico. Il focus della stagione non è la Champions, ma il campionato.

Il presidente Steven Zhang ha seguito la sconfitta con il Real Madrid da Nanchino, dove ha lavorato al cambio di sponsor da Pirelli a un altro colosso cinese. Al cambio d’allenatore invece non pensa, buttando anche un occhio ai conti del club.

Oggi la società nerazzurra presenterà ai soci i risultati dell’esercizio 2019/20: 100 milioni di perdite, ricavi poco sopra i 300 milioni senza contare le plusvalenze. L’Inter ha chiesto e ottenuto dai giocatori di pagare a febbraio gli stipendi di luglio e agosto scorsi. Soldi per un cambio in panchina non ce ne sono.

Conte ha diritto a 12 milioni netti fino all’estate 2022. Guadagna più della somma dei tecnici che lo precedono in classifica: Pioli, De Zerbi, Fonseca e Pirlo. Fino al prossimo 30 giugno sarà a libro paga dell’Inter anche l’esonerato Spalletti. Potrebbe essere quello il momento dei bilanci.

Negli scorsi mesi si è parlato di un accordo secondo cui Conte, in caso di risultati sportivi modesti, si sarebbe fatto da parte a fine campionato con una buonuscita, ma non è vero. Solo il tempo dirà se questa Inter riuscirà a risollevarsi e a riprendere la sua corsa.

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