Iannone squalifica doping
Andrea Iannone, pilota dell'Aprilia (Photo by Mirco Lazzari gp/Getty Images)

Arriva la mano pesante del Tas per Andrea Iannone. Il Tas ha infatti annunciato la sua decisione nelle procedure arbitrali d’appello tra il pilota italiano della MotoGP, l’Agenzia mondiale antidoping (WADA) e la Fédération Internationale de Motocyclisme (FIM).

“Andrea Iannone e WADA hanno presentato appelli separati presso il Tas contro la decisione resa dalla Corte Disciplinare Internazionale FIM del 31 marzo 2020 in cui è stato accertato che Andrea Iannone aveva commesso una violazione del regolamento antidoping (ADRV) (presenza di Drostanolone, uno steroide anabolizzante caratterizzato nell’elenco dei divieti WADA 2019) e gli è stato imposto un periodo di ineleggibilità di 18 mesi”, si legge nel comunicato.

Il Panel Tas ha rigettato il ricorso presentato da Andrea Iannone e ha accolto il ricorso presentato da WADA. Di conseguenza, la decisione emessa dalla Corte Disciplinare Internazionale FIM è stata annullata e sostituita con la seguente nuova decisione:

  • Andrea Iannone è sanzionato con un periodo di squalifica di quattro anni a partire dal 17 dicembre 2019.
    • Tutti i risultati competitivi ottenuti da Andrea Iannone dal 1 ° novembre 2019 compreso fino all’inizio della sua sospensione sono squalificati, con tutte le conseguenze che ne derivano, inclusa la decadenza di medaglie, punti e premi.

“Il 3 novembre 2019, in occasione del Campionato del Mondo FIM MotoGP a Sepang / Malesia, il signor Iannone è stato sottoposto a un controllo antidoping in gara che ha rivelato la presenza di Drostanolone. A seguito di una procedura disciplinare interna, il 31 marzo 2020 la Corte Disciplinare Internazionale FIM ha deciso che il Sig.Iannone sarebbe dovuto essere sospeso dalla partecipazione a qualsiasi competizione o attività motociclistica per 18 mesi a partire dal 17 dicembre 2019”.

“Andrea Iannone ha affermato che la fonte della sostanza proibita era carne contaminata che aveva ingerito in Malesia prima del Campionato del Mondo FIM di Sepang 2019 MotoGP e che di conseguenza, avrebbe dovuto essere completamente assolto e che la decisione contestata avrebbe dovuto essere annullata. La WADA, d’altra parte, ha chiesto l’imposizione di un periodo di quattro anni di ineleggibilità sulla base del fatto che Andrea Iannone non era riuscito a stabilire secondo lo standard richiesto che l’origine della sostanza proibita nel suo campione era il risultato di contaminazione da carne, e che come di conseguenza, l’imposizione di un periodo di ineleggibilità di quattro anni è stata la sanzione appropriata”.

“Il gruppo di esperti scientifici Tas ha rilevato che Andrea Iannone non era riuscito a stabilire né il tipo preciso di carne che aveva consumato né l’origine di detta carne. Inoltre, il gruppo di esperti scientifici ha riscontrato che né Andrea Iannone né i suoi esperti erano in grado di stabilire specificamente che esisteva un problema di contaminazione da carne da Drostanolone in Malesia. Il gruppo di esperti scientifici ha pertanto ritenuto che sia stato commesso un ADRV”.

“Andrea Iannone ha sostanzialmente lasciato il pannello con proteste di innocenza, il suo record pulito e la sua presunta mancanza di incentivi a drogare. Fattori che erano insufficienti per stabilire, con un equilibrio di probabilità, che l’ADRV di Andrea Iannone non fosse intenzionale (in caso di ADRV accidentale, il periodo di ineleggibilità applicabile sarebbe stato di due anni al massimo)”.

 

“Poiché spetta a un atleta stabilire sulla bilancia delle probabilità che un ADRV non è intenzionale, la sua incapacità di farlo significa che si ritiene che abbia commesso un ADRV intenzionale, ai sensi delle norme antidoping applicabili. La conclusione del gruppo di esperti scientifici non esclude di per sé la possibilità che l’ADRV di Andrea Iannone possa essere il risultato del consumo di carne contaminata da Drostanolone, ma significa che Andrea Iannone non è stato in grado di fornire alcuna prova convincente per stabilire che l’ADRV che ha commesso non era intenzionale”.

“Di conseguenza, la giuria ha ritenuto, contrariamente alla decisione impugnata, che l’ADRV commesso da Andrea Iannone doveva essere considerato intenzionale ai fini delle norme antidoping applicabili, e ha quindi accolto l’appello della WADA. La sentenza del TAS annulla la sentenza della Corte Disciplinare Internazionale FIM in data 31 marzo 2020 e impone ad Andrea Iannone un periodo di ineleggibilità di quattro anni”.