Claudio Lotito e Urbano Cairo (foto Daniele Buffa/Image Sport/Insidefoto)

Lo scontro tra Claudio Lotito e Urbano Cairo si aggiunge di un nuovo capitolo. Dopo quelli politici, nelle riunioni di Lega, ora lo scontro si sposta sul tema tamponi, che coinvolge non solo la Lazio ma anche il Torino.

Nella giornata di giovedì infatti, Urbano Cairo ha inviato alla Procura federale e per conoscenza alla FIGC un esposto, in base a «notizie di stampa», per possibili violazioni del protocollo della Lazio in occasione della partita contro i granata di domenica scorsa.

Un esposto scattato a seguito dell’indagine aperta dal procuratore federale Chiné, che mira a verificare il rispetto delle disposizioni. Oggetto dell’inchiesta – scrive Repubblica – rischia di essere l’allenamento di martedì, quando Immobile (negativo sia venerdì che sabato) ha svolto la seduta con i compagni nonostante un test “debolmente positivo” effettuato il giorno prima. Sarà la Procura a valutare se questa sia stata una violazione – per la Lazio non c’era pericolo di contagio – e quindi se deferire il club.

Un esposto che ha scatenato l’ira del patron biancoceleste. «L’esposto di Cairo? Cairo mi odia a morte dopo che ha perso con me, i suoi giornali mi attaccano per questo. Ma perde sempre, è ultimo in classifica», le sue parole in un’intervista a Repubblica.

Il tema dei giornali è stato già nell’occhio del ciclone per Lotito. Lo scorso maggio, infatti, il presidente della Lazio ha querelato la Gazzetta dello Sport per un articolo.

“Il dott. Claudio Lotito ha preso atto dell’articolo pubblicato sulla Gazzetta dello Sport  finalizzato a diffamare e gettare discredito sulla sua persona. La libertà di informazione non consente di violare il diritto della persona alla sua immagine, e quando viene utilizzata solo come schermo per mettere in ridicolo o colpire qualcuno deve essere sanzionata. Il dott. Lotito ha dato quindi mandato ai suoi legali di reagire in tutte le sedi giudiziarie (civili e penali) per ottenere la tutela che la Costituzione assicura alla persona”, aveva scritto la Lazio in un comunicato.

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