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La commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai scende in campo sulla paventata chiusura di Rai Sport e sul piano di ristrutturazione della tv pubblica.

Il presidente della commissione bicamerale, Alberto Barachini, ha inviato due lettere, al ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, e all’amministratore delegato della Rai, Fabrizio Salini, “per sollecitare, come condiviso dai gruppi rappresentati nella commissione medesima, una loro audizione sulla situazione economica dell’azienda”.

L’obiettivo è avere risposte entro la prima parte di novembre, prima dal titolare del Tesoro e poi dal manager.

In particolare, a Gualtieri il presidente della Vigilanza chiede lumi “sulle attuali problematiche in cui versa il bilancio della Rai”, sul “preoccupante indebitamento finanziario” e “sulle difficoltà di completa destinazione alla Società concessionaria delle risorse provenienti dal gettito del canone”.

Il riferimento è al cosiddetto extragettito, che attualmente viene destinato ad altri scopi e non finisce nelle casse di Viale Mazzini.

Per il 2020, secondo quanto emerso dall’ultima semestrale Rai, le proiezioni economiche evidenziano una perdita, anche se su un livello più contenuto rispetto alle previsioni iniziali.

Le preoccupazioni riguardano poi il 2021, quando si farà sentire l’impatto negativo di manifestazioni come gli Europei di calcio e le Olimpiadi che dovevano tenersi quest’anno e sono state rimandate.

In previsione di tali perdite, l’ad è intervenuto su una razionalizzazione dei costi e ha prospettato al cda un’ipotesi di ristrutturazione dei canali.

In particolare, è stata proposta la chiusura del canale Rai Sport, ma non della testata, con un’offerta più variegata dei contenuti sportivi su Rai1, Rai2 e Rai Play.

Tra le altre idee, anche l’unificazione dei canali di Rai5 e Rai Storia e il rinvio del canale istituzionale e inglese, proprio per la mancanza di risorse dovuta in particolare alla mancata erogazione dell’extragettito.

I problemi economici hanno spinto l’azienda a non presentare offerte per i diritti in chiaro di Champions League, dando il via libera invece ai Mondiali di calcio 2022. Le ipotesi hanno provocato dubbi e reazioni dalle forze politiche.

Anche per questo, Barachini ha chiesto a Salini “di fornire, con cortese sollecitudine, elementi informativi, tramite un contributo scritto, in merito alla situazione complessiva del bilancio dell’azienda – anche alla luce del preoccupante indebitamento finanziario che lei stesso a più riprese ha evidenziato – alle iniziative di ristrutturazione o razionalizzazione di strutture e canali, nonché sull’assetto attuale del piano industriale 2019-2021 per comprenderne lo stato di avanzamento e ogni sua modifica”.