Impatto diritti tv ricavi serie A
La regia unica della Lega di Serie A in occasione del derby di Milano (foto: Calcio e Finanza)

Cresce l’attesa per l’assemblea della Lega di Serie A che, martedì 13 ottobre, sarà chiamata a decidere sulle offerte presentate dai fondi di private equity per investire nella cosiddetta media company, la società che avrà il compito di gestire i diritti audiovisivi e commerciali del campionato.

Si tratta di un passaggio fondamentale per il calcio professionistico italiano.

Grazie alle risorse finanziarie mobilitate dai private equity, i 20 club di Serie A puntano infatti recuperare fin da subito gran parte dei ricavi (e della liquidità) venuti a mancare per l’effetto Covid.

Ma l’operazione, se dovesse andare in porto, potrebbe anche sancire l’inizio di una nuova era nella commercializzazione del prodotto Serie A con effetti nel medio-lungo periodo.

Calcio e Finanza è venuto in possesso di un documento che circola tra le squadre di Serie A che vedono con favore la proposta avanzata dalla cordata Bain-Nb Reinassance rispetto a quella alternativa di Cvc-Advent International-Fsi.

Nel documento le due proposte vengono messe a confronto rispetto a quattro aspetti su cui i club di Serie A si sono mostrati particolarmente sensibili:

  1. Valutazione economica della futura media company
  2. Minimo garantito
  3. Modalità di distribuzione del prezzo
  4. Exit dei fondi dalla media company

Secondo il documento la proposta di Bain/Nb Reinassance sarebbe preferibile a quella di Cvc/Advent/Fsi su tutte e quattro le variabili considerate.

Valutazione economica della futura media company

Dal documento emerge come l’offerta di Bain/Nb Reinassance, oltre ad essere stata strutturata diversamente rispetto a quella di Cvc/Advent/Fsi, proprio per venire incontro alle esigenze sollevate nel corso delle negoziazioni dai club di Serie A, oltre che dalla Serie B, offra una valutazione del 100% della media company superiore.

Mentre Cvc/Advent/Fsi hanno valutato il 100% della media company 5,5 miliardi di euro nell’ambito di un investimento “perpetuo” e a fronte dell’acquisto di una quota del 10%, Bain/Nb Reinassance hanno valutato il 100% della media company 6,3 miliardi, a fronte dell’acquisto di una quota del 15% su un orizzonte temporale di 10 anni.

Complessivamente, secondo il documento, Bain/Nb Reinassance verseranno alla Lega di Serie A 952 milioni nell’arco di 4 stagioni contro i 550 euro che arriverebbero da Cvc/Advent/Fsi (1,575 miliardi incassati dalla Lega meno 750 milioni di performance bonus da pagare ai fondi nel 2024).

Minimo garantito

Secondo il documento l’offerta di Bain/Nb Reinassance sarebbe preferibile a quella di Cvc/Advent/Fsi anche in tema di minimo garantito.

La garanzia offerta da Bain e Nb Reinassance è infatti di 1,22 miliardi in 4 anni, mentre quella di Cvc/Advent/Fsi di 1,08 miliardi in 3 anni. La prima, stando agli estensori del documento, sarebbe preferibile per il fatto di essere garantita da mezzi propri forniti dai nuovi soci.

Modalità di distribuzione del prezzo

Il terzo aspetto in base al quale l’offerta di Bain/Nb Reinassance sarebbe da preferire rispetto a quella concorrente riguarda la distribuzione delle risorse investite dai fondi nella media company.

Secondo il documento i 952 milioni di euro messi sul piatto da Bain Capital e Nb Reinassance sarebbero «immediatamente distribuitili, senza obiezioni dalle squadre di Serie B», mentre le risorse investite da Cvc/Advent/Fsi nella media company non sarebbero interamente distribuibili.

La «distribuzione del prezzo di CVC», si legge nel documento, sarebbe «soggetta a contestazioni perenne da parte delle squadre di Serie B promosse in Serie A, mentre per quella di Bain gli importi di competenza delle squadre promosse e retrocesse sono gestibili mediante il meccanismo del Paracadute».

Exit dei fondi dalla media company

Quello delle modalità di exit dei fondi dalla media company della Serie A è stato molto dibattuto nelle scorse settimane. Sul tema il documento in possesso di Calcio e Finanza indica come l’offerta di Bain Capital e Nb Reinassance, proprio perché strutturata su un orizzonte temporale di 10 anni e non “perpetuo” come l’offerta concorrente, consenta un’exit più agevole.

L’offerta di Bain e Nb Reinassance prevede infatti che l’exit dei fondi dalla media company sia effettuabile «ad esclusiva discrezione della Lega/Club dal sesto anno mediante il pagamento dell’incremento di valore nel periodo, il cui valore attuale al sesto anno è stimato in circa 350 milioni di euro (Caso Base)» cui va sommata «la rinuncia ai dividendi di competenza degli sponsor (15%) degli ultimi 4 anni, stimati in circa 1 miliardo (autofinanziabile con i flussi stessi)».

L’offerta di Cvc/Advent/Fsi prevede invece una «Call-option a fair market value stimata al sesto anno pari a un valore di 2.8 miliardi».

«Dato l’importo», si legge nel documento, diventa pressoché impossibile per i club «ricomprare i diritti ceduti nell’offerta di Cvc». Questo aprirebbe di fatto la possibilità per Cvc di cedere la partecipazione nella media company «ad un soggetto terzo non identificabile».