In settimana il colosso della moda francese Kering (che controlla tra l’altro il brand Gucci) ha ceduto il 6% del capitale di Puma e la sua partecipazione nell’azienda tedesca si è ridotta al 9,8%.

La cessione fa parte di un processo iniziata nel 2018 quando la conglomerata del luxury del magnate Francois Henri Pinault (tra l’altro patron del club francese di Ligue 1 dello Stade Rennais), che i tempi deteneva l’86,3%, aveva deciso di uscire nel tempo dal capitale di Puma distribuendo i titoli agli azionisti Kering.

Questa operazione ha fatto bene a Puma che è ora è quasi un public Company (può vantare un flottante del 61%) e il cui titolo viaggia sui massimi E, pertanto, ormai può dire di essere vicino ai leader di mercato Nike e Adidas.

A spiegarlo è stato l’autorevole quotidiano finanziario inglese Financial Times, che nella sua Lex Column, la prestigiosa rubrica dei commenti, ha spiegato come le azioni Puma siano volate da quando Kering ha deciso di scorporare dal proprio perimetro l’azienda tedesca (sponsor tecnico tra gli altri del Milan e della Nazionale oltre che di club come Manchester City e Borussia Dortmund), spingendo il titolo verso nuovi record.

Al contrario invece i soldi incassati da Puma è probabile che Kering torni sul mercato per compiere una nuova acquisizione per far sì che le proprie azionire chiudano il gap con quelle dei rivali di LVMH di patron Bernard Arnault.