Milan può giocare in Europa League
Hakan Calhanoglu (Photo by Charles McQuillan/Getty Images)

Il Milan può giocare in Europa League nel terzo turno preliminare contro il Bodo/Glimt, dopo la positività al Covid di Leo Duarte? Sì, ma dipenderà dai nuovi test che il club rossonero dovrà far effettuare ai propri giocatori, il cui esito è atteso in serata o al massimo entro domani mattina, dopo che al giro di tamponi da cui il difensore brasiliano è risultato positivo ha dato invece esito negativo per tutto il resto della squadra.

C’è infatti un numero limite di casi positivi tra i giocatori entro cui l’Uefa può spostare o eventualmente anche cancellare la partita, secondo quanto si legge nel protocollo per quanto riguarda le fasi di qualificazione. “Se uno o più giocatori o dirigenti di un club risultano positivi al COVID-19 nei test richiesti dal Protocollo UEFA Return to Play, la partita si svolgerà come da programma, a meno che le autorità nazionali / locali di una o entrambe le squadre coinvolte o di dove la partita si svolgerà (in caso di nazione neutrale) richiederà che un folto gruppo di giocatori o l’intera squadra vadano in quarantena”.

“Se sono disponibili almeno 13 giocatori iscritti alla lista A (incluso almeno un portiere), la partita deve andare avanti nella data prevista. Se meno di 13 giocatori iscritti nella lista A o nessun portiere registrato sono disponibili, la UEFA può consentire una riprogrammazione della partita entro i termini di cui al paragrafo I.3.1, se l’autorità nazionale / locale competente richiede nuovi test per consentire un sufficiente numero di giocatori (almeno 13 compreso almeno un portiere) per partecipare alla partita.

“In alternativa, il club può schierare giocatori che non sono stati registrati presso la UEFA entro i termini stabiliti nel presente regolamento, a condizione che questi giocatori (i) siano debitamente registrati presso la loro federazione nazionale come giocatori per il club in questione in conformità con le regole proprie della federazione. e quelli della FIFA e (ii) sono risultati negativi ai sensi del Protocollo UEFA Return to Play”.

“Se non è possibile riprogrammare la partita in conformità con le scadenze di cui al paragrafo I.3.1, la società che non può giocare la partita sarà ritenuta responsabile per la partita non in corso e la partita sarà dichiarata dal Controllo UEFA, Commissione Etica e Disciplinare a decadenza dalla Società, che si considererà persa per 3-0.