Al-Khelaifi corruzione
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La Giustizia svizzera ha chiesto 28 mesi di carcere contro il presidente di beIN Media e PSG, Nasser Al-Khelaïfi, nonché tre anni contro l’ex numero 2 della Fifa, Jérôme Valcke, in una causa per i diritti televisivi.

Al-Khelaifi è indagato come presidente dell’emittente BeIN Media Group. Insieme a lui e all’ex segretario della Federcalcio Mondiale è indagato anche Dinos Deris, dirigente marketing di nazionalità greca.

L’MPC, il Ministero pubblico della confederazione, contesta a Valcke di essersi reso colpevole di corruzione passiva, di ripetuta amministrazione infedele e di falsità in atti. Per quanto riguarda Al-Khelaifi e il terzo imputato, l’accusa rimprovera il reato di istigazione all’amministrazione infedele commessa da Valcke. A Deris è contestato inoltre di essersi reso colpevole di corruzione attiva.

Dalle indagini è emerso che Valcke ha ricevuto vantaggi indebiti da entrambi gli altri due coimputati. Infatti, a Valcke è stato restituito un acconto di circa 500 mila euro da lui versato a terzi per una villa in Sardegna, dopo che Al-Khelaifi l’aveva acquistata in vece di Valcke attraverso una società. In seguito, Valcke ha ricevuto da Al-Khelaifi il diritto esclusivo di godimento della villa per un periodo complessivo di 18 mesi – fino alla sua sospensione dalla FIFA – senza per questo dover pagare una pigione per un equivalente stimato tra 900 mila euro e 1,8 milioni di euro. Dal terzo imputato, Valcke ha ricevuto tre pagamenti per un valore complessivo di 1,25 milioni di euro, versati alla sua azienda Sportunited S.r.l.

Per quanto riguarda Al-Khelaifi, riporta Le Progres, il pubblico ministero del Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha parlato di un uomo che non ha mai smesso di “mostrare disprezzo per le regole etiche del calcio e delle istituzioni giudiziarie svizzere”.