L'arbitro Daniele Orsato (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

Novità anche per gli arbitri verso l’inizio della stagione 2020/21. E non solo per la riunificazione della Can A e B, che permette al designatore Nicola Rizzoli di avere a disposizione 48 fischietti da poter schierare in entrambe le categorie. Come spiegato dalla Gazzetta dello Sport, ci sono novità anche a livello di interpretazione di alcune regole che nella passata stagione hanno fatto particolarmente discutere.

Il primo correttivo riguarda il fallo di mano, nello specifico la regola per cui un qualsiasi tocco con la mano prima di un gol avrebbe portato all’annullamento della rete. Il concetto introdotto con questa stagione è quello dell’immediatezza del tocco di mano rispetto al gol.  «Il gol di Ibra con la Fiorentina ora sarebbe annullato? Sì – conferma alla Gazzetta il designatore Nicola Rizzoli – non ne vedremo più di reti annullate così. Conta l’immediatezza: un esempio? Veretout in Roma-Samp verrebbe ancora annullato, non c’ è nulla tra il tocco di Perez e il suo tiro, quello di Ibra no».

«Rigori e falli di mano? Certo, ci abbiamo lavorato, ma l’ intensità è stata tale che abbiamo lavorato al 100% su ogni aspetto. Premesso che i dati dell’ultima Champions evidenziano più falli e gialli per le squadre italiane dimostrando che c’è un’attitudine al gioco diverso, sì, ci sono rigori concessi che sono troppo leggeri. C’è contatto e contatto, soprattutto nel calcio, che è fatto di contatto».

«Un tocco come quello di De Roon dell’ ultima Juve-Atalanta, ad esempio? No, non lo vorrei rivedere: è troppo leggero. Sono situazioni da valutare sul campo, però non possiamo togliere al difensore la possibilità di fare un movimento istintivo: se il braccio non poteva essere più ritratto non deve essere punibile. L’ obiettivo è permettere ai difensori di non giocare come i pinguini».

«L’ augurio è si fischino meno rigori: vorrebbe dire che si interpretano meglio contatti valutati in maniera troppo leggera e che i giocatori capiscano che un contatto non equivale a un rigore».

Tra le novità c’è anche Francesca Di Monte, 37enne di Chieti che riporta le donne negli staff arbitrali dove coprirà il ruolo di assistente: «Quasi non ci siamo accorti – dice Rizzoli – a parte le ovvietà, di avere una donna. Anche nei test fisici ha raggiunto tutti gli obiettivi. È per tutti parte della squadra, un pezzo del puzzle, così che quasi te ne dimentichi e credo sia giusto così nei suoi confronti. Se la Quando la designerò in A? Quando sarà pronta, così come sarà naturale avere un arbitro donna quando ce ne saranno con le giuste qualità. È un obiettivo per la crescita, non per moda».