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La sfida tra Inter e Sampdoria a San Siro (Photo by Emilio Andreoli/Getty Images)

Le squadre nel loro stadio vincono tradizionalmente più partite rispetto a quelle giocate in trasferta, grazie all’impatto e al supporto dei fans. Il 304esimo Post settimanale del CIES Football Observatory analizza la differenza nella percentuale di vittorie in casa prima e dopo la pandemia COVID-19 in 63 campionati in tutto il mondo. Lo studio rivela che il vantaggio per le squadre di casa persiste anche con l’assenza degli spettatori, anche se in modo meno marcato.

Da gennaio 2015 a marzo 2020, le squadre di casa hanno vinto il 44,3% delle partite nei campionati esaminati. Dopo lo scoppio della pandemia e la chiusura al pubblico degli stadi, questo dato è sceso leggermente al 42,2%. La percentuale di vittorie casalinghe è diminuita in 41 dei 63 campionati studiati in misura diversa. La differenza reti media per partita è diminuita da +0,32 a +0,24.

La maggiore diminuzione della percentuale di vittorie casalinghe si è registrata nel massimo campionato greco (-15,1%), seguito da quello austriaco e dalla Bundesliga. All’estremo opposto, nel massimo campionato svizzero, le squadre di casa hanno vinto una percentuale di partite notevolmente più alta rispetto a prima dopo la chiusura degli stadi al pubblico: + 8,5%.

Nel nostro campionato la percentuale di vittorie casalinghe è rimasta praticamente identica, passando dal 44,3% pre Covid-19 al 44,4% post lockdown. Così come la differenza reti media che dal +0,3 è scesa a +0,29.

Per quanto riguarda le altre Top League: anche in Premier League la variazione della percentuale di vittorie casalinghe e la differenza reti media non sono variate di molto, rispettivamente +0,8% e +0,03 (da 0,34 a 0,37); la Liga ha invece fatto registrare una variazione del – 6,1%, mentre per quanto riguarda la differenza sulla media tra gol fatti e gol subiti si è passati da +0,42 a +0,19, perciò con una netta riduzione della differenza reti rispetto al periodo prima del lockdown.