La partita tra Milan e Genoa, giocata a San Siro a porte chiuse (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Il presidente della Serie A, Paolo Dal Pino, ha parlato a seguito dell’assemblea di Lega che si è tenuta oggi, e a seguito della quale è stato dato il via libera alla creazione di una media company, con ingresso dei fondi di private equity nella nuova società che verrà creata per la gestione dei diritti tv e commerciali.

Dal Pino è intervenuto anche a proposito della questione stadi e della loro riapertura: «Sull’accesso agli stadi, alle amichevoli possono entrare mille persone, in campionato non possono entrare. La salute viene davanti a tutto, ma in un’intervista recentemente ho detto che è importante fare le cose giuste, dobbiamo essere prudenti, ma fare cose giuste».

«In uno stadio di 80 mila persone – ha aggiunto – vorremmo poter fare entrare il numero di persone che noi abbiamo chiesto con percentuali di occupazione basse. Abbiamo presentato uno studio di 400 pagine, se gestito bene non capisco perché non possa essere fatto».

«Dall’aereo al terminal in autobus eravamo tanti – ha detto paragonando altre situazioni di vita quotidiana –, in metro eravamo tanti. Non siamo capaci in uno stadio di fare entrate distanziate, mettere persone alle distanze giuste. La prima cosa è salute, ma facciamo le cose per bene».

La preoccupazione di Dal Pino va ai club: «Il sistema rischia di collassare, togliere la possibilità di avere il fatturato da biglietteria per le nostre squadre è un elemento dirompente. Se possiamo fare le cose in totale sicurezza e per bene facciamo il bene di tutti. Noi abbiamo presentato un dossier in cui stadio per stadio andiamo a definire le modalità tecniche di accesso nel rispetto di tutte le normative, quelli che sono i carichi».

«Abbiamo fatto un lavoro gigantesco. I presidenti chiedono a noi di affrontare il problema nelle sedi giuste, facendo le cose nel giusto non si può dire che il pubblico sia zero. Poi andrà controcorrente, ma sto dicendo cose normali, non sto dicendo di riempire uno stadio e mettere i tifosi uno vicino all’altro», ha concluso Dal Pino.