Champions League vs Super Bowl
Super Bowl e Champions League a confronto

“Attualmente c’è una potenzialità inespressa dei format del calcio, visto che la finale di Champions vale oltre un miliardo di euro contro i 5 miliardi del Super Bowl del football americano”. Nel 2016 Karl-Heinz Rummenigge, all’epoca presidente dell’Eca (l’associazione che riunisce tutti i club europei), per parlare della potenziale crescita della Champions League aveva tirato in ballo uno degli eventi più seguiti al mondo, ovverosia il Super Bowl. A distanza di quattro anni, quel divario resta, nonostante il deciso salto in avanti dell’ex Coppa Campioni, sia in termini economici che in termini di audience.

Champions League vs Super Bowl, l’audience

A livello di audience tv, ogni giornata di Champions 2017/18 (ultimi dati disponibili) ha avuto 129 milioni di “average global audience”, secondo i dati Uefa. La finale di Kiev ha avuto 160 milioni di audience complessiva, in linea con i dati 2015 (165) e 2015 (180 milioni), gli ultimi resi noti dall’Uefa.

Per la finale nella stagione 2018/19, la federcalcio continentale parla di 94 milioni di spettatori live, senza tuttavia specificare se il dato sia paragonabile in termini di raccolta dati con quello della stagione precedente. Complessivamente, gli spettatori per la Champions League nel 2018/19 sono stati  1.106.033.925 per tutte le 125 partite dalla fase a gironi in poi.

Per quanto riguarda l’NFL, la 54esima edizione del Super Bowl in cui i Kansas City Chiefs hanno superato in rimonta i San Francisco 49ers, lo scorso febbraio, ha fatto registrare un totale di ascolti pari a circa 140 milioni di spettatori negli Stati Uniti, secondo uno studio Nielsen.

Secondo altre stime, la vittoria dei Chiefs sui 49ers ha attirato davanti allo schermo un totale di 102 milioni di spettatori statunitensi (dati raccolti da Fox Sports). A livello internazionale, la stima è di circa 30/50 milioni di telespettatori in aggiunta al pubblico sul suolo americano, per un totale di circa 150 milioni di telespettatori a livello globale

Champions League vs Super Bowl, i ricavi

Nella stagione 2018/19, la Champions ha portato nelle casse dell’Uefa 2,853 miliardi di euro, di cui 2,4 miliardi da diritti tv, 409 milioni di ricavi commerciali, 16 milioni dalla vendita dei biglietti e 21,1 dall’hospitality. Numeri in forte crescita, considerando che sono raddoppiati nelle ultime cinque stagioni, passando da 1,445 miliardi nel 2013/14 ai sopracitati 2,8 miliardi. Di questi, 1,9 miliardi finiscono nelle tasche dei 32 club che hanno partecipato alla fase finale, in base ai risultati.

Numeri decisamente diversi per il football americano. Dal punto di vista del valore commerciale, la NFL nel 2019 ha avuto complessivamente ricavi stimati intorno ai 17 miliardi di dollari, di cui oltre 5 miliardi dai diritti tv. Di questi,  circa 8,8 miliardi di dollari sono stati distribuiti alle 32 franchigie, ovverosia 274 milioni per ciascuna squadra. Non è un caso, quindi, se nella classifica delle 50 squadre sportive più ricche al mondo, nella classifica stilata da Forbes, ben 27 siano team della NFL, con i Dallas Cowboys che ormai da anni occupano stabilmente la prima posizione: nel 2020, secondo la rivista statunitense, il valore della squadra texana era pari a 5,5 miliardi di dollari, con 950 milioni di dollari di ricavi.

Champions League vs Super Bowl, gli spot

Il costo stratosferico degli spot per il Super Bowl ormai è ben noto: nel 2020, 30″ di pubblicità costavano 5,6 milioni di euro e molte aziende e marchi sfruttano proprio la vetrina dell’ultimo atto della stagione NFL per lanciare prodotti o novità in uscita come film e serie tv.

Difficile quantificare il valore degli spot invece per quanto riguarda la finale di Champions. In Italia, l’offerta commerciale complessiva per i soli 90’ (senza considerare quindi eventuali supplementari e rigori) su Canale 5 lanciata da Publitalia per la sfida tra Psg e Bayern Monaco di quest’anno vale intorno ai 2 milioni di euro. Ovviamente va fatta la tara: negli Usa si va ben oltre i 100 milioni di spettatori come visto sopra, in Italia nella passata stagione non si è andati oltre i 5,6 milioni.

 

Champions League vs Super Bowl, l’indotto

Anche senza tifosi, l’indotto economico stimato dall’Instituto Português de Administração e Marketing (IPAM) per Lisbona, dove si disputa la finale e dove si sono giocate le Final Eight, è pari a 50,4 milioni di euro, grazie comunque alla presenza non solo delle otto squadre (e dei conseguenti staff e dirigenze), ma anche ad esempio dei tifosi comunque arrivati in Portogallo e di tutto quello che gira intorno alle partite, dai giornalisti alle varie strutture media. La finale 2019 a Madrid aveva generato, secondo l’ente del turismo spagnolo, un impatto economico pari a 123 milioni di euro, di cui almeno 66 milioni investiti nella capitale in settori come il tempo libero, l’alloggio, la ristorazione e i souvenir. L’indotto per Cardiff per la finale 2017 era stimato in 53 milioni di euro.

Per quanto riguarda gli Usa, il comitato organizzatore del Super Bowl a Miami stimava un impatto pari a 500 milioni di dollari sulla regione dagli oltre 100mila visitatori pronti a spendere i loro soldi tra ristoranti, hotel, aeroporti, servizi di trasporto e piccole imprese della Florida meridionale. Nel 2018, Minnesota e le zone limitrofe stimavano un impatto di 343 milioni, complessivi di 29 milioni in tasse.

Champions League vs Super Bowl, il peso del brand

Nonostante il forte interesse in Europa per la Champions, parliamo soltanto del settimo evento sportivo sul pianeta secondo Forbes, con un valore del brand pari a 168 milioni di dollari. Secondo Forbes, invece, l’ultimo dell’NFL è l’evento più ricco al mondo, davanti ai Giochi Olimpici estivi e alla Coppa del Mondo di calcio: valore del brand 780 milioni di dollari.