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Russia arbitri macchina verità – Quando il Var non basta, bisogna ricorrere ad altri mezzi. Così Vasily Kazartsev e Alexey Eskov, arbitri moscoviti entrambi 41enni, saranno sottoposti al test della macchina della verità nella sede della Federcalcio russa per aver assegnato un rigore dubbio (il primo dirigeva la gara, mentre il secondo era uno degli assistenti), come riporta il Corriere della Sera.

Il poligrafo, fuori legge per mancanza di affidabilità scientifica nella maggior parte del pianeta mentre in Russia è ancora diffusissimo, deciderà il futuro professionale e segnerà la reputazione dei due direttori di gara, il primo nazionale e il secondo internazionale.

La macchina dovrà giudicare la buona fede nell’assegnare un rigore al Fc Sochi, dopo aver esaminato l’azione alla Var, all’88esimo minuto del match contro lo Spartak Mosca, nella seconda giornata del campionato russo di serie A, lo scorso 9 agosto, grazie al quale la squadra della città che ha ospitato le Olimpiadi invernali del 2014 ha strappato un pareggio per 2 a 2.

Il presidente dello Spartak, Leonid Fedun, storico nemico del VAR, si è infuriato, ha insultato i due arbitri, la Federazione e minacciato il ritiro della squadra dal campionato, non accettando il pareggio contro la squadra di Boris Rotenberg, magnate del suo stesso ramo, gas e oli minerali.

La sua amicizia con Putin, oltre al patrimonio personale valutato da Forbes in 8,5 miliardi di dollari, non gli ha permesso di modificare il risultato del match, visto che il referto era già stato approvato, ma ha ottenuto che la Federazione sottoponga l’arbitro e il suo assistente alla macchina della verità per verificarne l’eventuale «infedeltà dolosa professionale». Nel frattempo la Uefa tace, mentre il destino professionale di Kazartsev e Eskov è legato al risultato del poligrafo. Infatti pare che se il test dovesse fallire, i due rischierebbero la radiazione.