Bilanci squadre di calcio
(Photo Andrea Staccioli / Insidefoto)

Bilanci squadre di calcio – Come contenere l’impatto negativo del Covid-19 sui bilanci delle società di calcio? In vista dell’approvazione dei conti al 30 giugno 2020 alcuni club di Serie A starebbero valutando soluzioni contabili “innovative” per compensare i minori ricavi da stadio, sponsorizzazioni e diritti tv, dovuti al lockdown e allo slittamento della stagione sportiva oltre il 30 giugno.

Nonostante la Lega di Serie A abbia chiesto linee guida chiare alla Figc in termini di principi contabili, per ora nessuna indicazione ufficiale sarebbe giunta da Via Allegri, ragion per cui i club si starebbero muovendo in ordine sparso confrontandosi con le proprie società di revisione, anche alla luce delle riflessioni in corso in sede OIC (Organismo Italiano di Contabilità) in tema di ammortamenti.

Bilanci squadre di calcio 2020 – Minori ricavi a causa del lockdown

La sospensione delle competizioni sportive da inizio marzo a metà giugno, dovuta al lockdown per l’emergenza sanitaria, e lo slittamento della stagione in luglio e agosto ha avuto i seguenti impatti sul fronte dei ricavi da poter contabilizzare nell’esercizio chiuso al 30 giugno 2020:

  • Assenza di ricavi da stadio nel periodo marzo-giugno 2020;
  • Minori ricavi da sponsorizzazione legati alla minore visibilità offerta alle aziende partner;
  • Incertezza sulle modalità di contabilizzazione dei ricavi da diritti tv, considerato che molte gare sono state disputate dopo il 30 giugno;
  • Impossibilità di chiudere prestiti con obbligo e/o diritto di riscatto entro il 30 giugno, rimandando gli effetti contabili (plusvalenze/minusvalenze) all’esercizio 2020/2021.

Bilanci squadre di calcio 2020 – Le soluzioni allo studio

Diverse le soluzioni che sono state prese in esame dai club per compensare il drastico calo dei ricavi dell’esercizio 2019/2020.

Bilanci squadre di calcio 2020 – Il costo del personale tesserato

Se in primavera alcune società come Juventus, Roma, Milan, Fiorentina, Parma e Cagliari hanno raggiunto accordi relativi agli stipendi dei propri tesserati volti a contenere il costo del personale (ma soprattutto le uscite di cassa) relativamente al quarto trimestre dell’esercizio 2019/2020, da un punto di vista meramente contabile l’orientamento che starebbe maturando è quello di contabilizzare nel bilancio al 30 giugno 2020 solo i costi relativi alle partite ufficiali disputate nel corso dell’esercizio.

Facciamo un esempio teorico basandoci per comodità di analisi solo sulle partite di campionato, tenendo presente che 10 gare su 38 si sono disputate tra luglio e agosto.

Se questo principio fosse asseverato dai revisori un club con un monte ingaggi per l’esercizio 2019/2020 di 100 milioni di euro lordi potrebbe iscrivere a bilancio un costo di 73,64 milioni di euro, iscrivendo i restanti 26,36 milioni nel bilancio 2020/2021.

Monte ingaggi 2019/2020 100.000.000 €
Totale partite 38
Costo a partita 2.631.579 €
Partite prima del 30 giugno 2020 28
Partite dopo il 30 giugno 2020 10
Costo prima del 30 giugno 2020 73.684.211 €
Costo dopo il 30 giugno 2020 26.315.789 €

Fonte: elaborazione Calcio e Finanza

Bilanci squadre di calcio 2020 – Gli ammortamenti e le riflessioni dell’OIC

Un ragionamento analogo è in corso sugli ammortamenti dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori, anche alla luce delle riflessioni avviate dall’OIC a fronte dell’emergenza Covid.

Durante il lockdown, infatti, le società di calcio, al pari di molte altre imprese, hanno sospeso l’attività per diversi giorni o, comunque, hanno subìto un forte calo della produzione.

Produzione che, nel caso delle società di calcio, è principalmente la disputa delle partite (che sono l’evento commercializzato attraverso tv, sponsor e botteghino).

In questo contesto, l’OIC si è posto il problema di come contabilizzare gli ammortamenti relativi al periodo di lockdown, in cui i cespiti (in questo caso i calciatori) sono stati completamente inutilizzati o utilizzati ben al di sotto delle normali capacità produttive.

I metodi di ammortamento

Come spiega Il Sole 24 Ore, in un articolo pubblicato nella sezione Norme & Tributi del 3 agosto, l’attuale versione del principio contabile Oic 16 non consente una riduzione solo temporanea dell’ammortamento, ma contempla solo casi di interruzione “definitiva”.

Il paragrafo 57 dell’Oic 16, infatti, impone di calcolare l’ammortamento anche per i periodi di temporanea chiusura dell’attività, perché il bene è pur sempre soggetto a obsolescenza tecnica ed economica.

Ciò non toglie che l’impresa, a fronte della chiusura per la pandemia, possa (anzi debba) porsi il problema di rivedere il piano di ammortamento dei cespiti, sia in relazione alla residua vita utile stimabile, che alle modalità di ammortamento.

Al riguardo, i paragrafi 65 e 66 dell’Oic 16 e il paragrafo 63 dell’Oic 24 prevedono la possibilità di usare diversi metodi per effettuare l’ammortamento dei beni:

  • il metodo a quote costanti, che si fonda sull’ipotesi semplificatrice che l’utilità dell’immobilizzazione si ripartisca nella stessa misura per ogni anno di vita utile (è il più utilizzato dalle società di calcio, che “spalmano” il valore di acquisto del calciatore sugli anni di contratto);
  • il metodo a quote decrescenti, che si basa sull’ipotesi che l’impresa tragga dalle immobilizzazioni una maggiore utilità nei primi anni della loro vita (è il metodo utilizzato da club quali il Napoli e l’Udinese);
  • il metodo per unità di prodotto, che consiste nell’attribuire a ciascun esercizio la quota di ammortamento di competenza determinata dal rapporto tra le quantità prodotte nell’esercizio e le quantità di produzione totale previste durante l’intera vita utile dell’immobilizzazione.

Il cambio di metodo per l’emergenza Covid

A fronte dell’emergenza Covid, l’OIC si è posto il problema se, a seguito del lockdown, il metodo di ammortamento per unità di prodotto possa essere più rappresentativo della residua possibilità di utilizzo di un’immobilizzazione (nel nostro caso i diritti alle prestazioni sportive dei calciatori).

Nei giorni scorsi l’Organismo Italiano di Contabilità, ha diffuso, per la pubblica consultazione (fino al 15 settembre), la bozza di comunicazione relativa ai «Metodi di ammortamento».

Nel paper l’Oic osserva che il metodo di ammortamento prescelto deve essere effettivamente riesaminato qualora non risponda più alle condizioni originariamente previste.

In caso di passaggio dal metodo di ammortamento a quote costanti a quello per unità di prodotto, l’impresa dovrà:

a) stimare la capacità produttiva residua dell’immobilizzazione alla data del cambiamento di metodo di ammortamento;

b) determinare le quantità prodotte nell’esercizio dalla data del cambiamento di metodo di ammortamento;

c) calcolare la quota di ammortamento da imputare a conto economico moltiplicando il rapporto tra b) e a) per il valore contabile dell’immobilizzazione (valore originario al netto degli ammortamenti ed eventuali svalutazioni fino a quel momento effettuati) al tempo di tale cambiamento.

Bilanci squadre di calcio – Il cambio di metodo di ammortamento

Abbiamo provato a simulare gli effetti del passaggio dal metodo di ammortamento a quote costanti a quello per unità di prodotto sui conti di una società di calcio, con riferimento a un calciatore il cui valore a bilancio a inizio esercizio era di 25 milioni e con ancora quattro anni di contratto.

Nella tabella seguente è riportato il calcolo dell’ammortamento a quote costanti:

Ammortamento a quote costanti
(A) Valore contabile netto del calciatore al 01/07/2019 25.000.000 €
(B ) Anni di contratto residui 4
(C ) Ammortamento 2019/20 6.250.000 €

Fonte: Elaborazione Calcio e Finanza

Nella tabella seguente è riportato il calcolo dell’ammortamento dei dei diritti pluriennali dello stesso calciatore utilizzando il metodo per unità di prodotto, nell’ipotesi che non ci sia stato il lockdown e che tutte le 38 partite del campionato si siano disputate entro il 30 giugno 2020. Come si può notare il risultato (6,25 milioni) è il medesimo del metodo a quote costanti.

Ammortamento per unità di prodotto (senza lockdown)
(A) Valore contabile netto del calciatore al 01/07/19 25.000.000 €
(B) Capacità produttiva residua annua (in numero di partite) 38
(C ) Anni di contratto residui 4
(D) Capacità produttiva residua totale (in numero di partite) 152
(E) Produzione esercizio 2019/20 (in partite disputate) 38
(F) Ammortamento 2019/20 = A / (E*D) 6.250.000 €

Fonte: Elaborazione Calcio e Finanza

Nella tabella seguente è riportato il calcolo dell’ammortamento del medesimo calciatore utilizzando il metodo per unità di prodotto (espresso in partite disputate) nello scenario reale: ovvero 28 partite su 38 disputate prima del 30 giugno 2020.

Ammortamento per unità di prodotto (con lockdown)
(A) Valore contabile netto del calciatore al 01/07/19 25.000.000 €
(B) Capacità produttiva residua annua (in numero di partite) 38
(C ) Anni di contratto residui 4
(D) Capacità produttiva residua totale 152
(E) Produzione esercizio 2019/20 (in partite disputate) 28
(F) Ammortamento 2019/20 = A / (E*D) 4.605.263 €

Fonte: Elaborazione Calcio e Finanza

Utilizzando questo metodo di ammortamento il club avrebbe un costo a bilancio inferiore del 26,4%.

Bilanci squadre di calcio – Gli impatti sul 2021

E’ evidente che i club che decidessero di seguire questo approccio iscrivendo nell’esercizio al 30 giugno 2020 minori costi legati al personale tesserato e agli ammortamenti, si troverebbero poi nelle condizioni di imputare i costi stornati dal bilancio 2020 nel bilancio al 30 giugno 2021.

Questo alla luce del fatto che la produzione, intesa come partite disputate, è ripresa nel nuovo esercizio apertosi il primo luglio.

Ecco perché, i club che dovessero adottare questa politica di bilancio, potrebbero avere costi ben più elevati nell’esercizio 2020/2021, a fronte di ricavi che continueranno a risentire dell’effetto Covid, visto che le partite di luglio e agosto si sono giocate a porte chiuse e che anche la stagione 2020/2021 potrebbe svolgersi in parte senza pubblico.

In questo senso le modifiche temporanee apportate dalla Uefa al Fair Play Finanziario rendono in gran parte neutra la scelta di spesare parte di costi e ammortamenti nel 2020/2021.

E’ però lecito aspettarsi un maggior ricorso al player trading nel corso del 2020/2021 per realizzare plusvalenze in grado di compensare, almeno in parte, i maggiori costi e i minori ricavi attesi.