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(Foto CF - Calcioefinanza.it)

La Procura di Bari mette ancora nel mirino la pirateria digitale. In una operazione svolta stamattina dalla Guardia di Finanza, infatti, sono state eseguite erquisizioni domiciliari in Puglia, Campania, Marche e Lazio nei confronti di otto persone all’interno dell’inchiesta sulla pirateria digitale di beni tutelati del diritto d’autore.

Finora, sono stati sequestrati e bloccati più di 300 canali Telegram sui quali venivano illecitamente diffusi migliaia di pdf di giornali, romanzi e testi universitari, come riporta l’Ansa. Si stima che la frode causerebbe quotidianamente danni al settore dell’editoria per circa 670mila euro, una cifra che sale a 250 milioni di euro l’anno.

“Sebbene Telegram tuteli l’anonimato dei propri utenti – spiega la Procura – , gli investigatori sono stati comunque in grado di identificare allo stato otto soggetti, tutti di nazionalità italiana, che a vario titolo sono risultati coinvolti nella distribuzione illecita di copie digitali di quotidiani, riviste e e-book”.

Secondo quanto spiegato dagli inquirenti, l’esito degli accertamenti è stato possibile “sia a seguito della collaborazione di alcune testate giornalistiche, sia sulla scorta degli specifici approfondimenti investigativi, vere e proprie indagini finanziarie elettroniche, incentrati sull’esame delle tracce telematiche lasciate dagli amministratori dei canali illeciti”.

L’inchiesta, ancora in corso, “è volta allo smantellamento di una delle principali modalità di distribuzione illecita dei contenuti sulle reti telematiche – chiarisce la Procura – e, in particolare, sulla piattaforma di messaggistica istantanea Telegram, ultima frontiera della pirateria multimediale”.

Tra le otto persone perquisite oggi sono presenti anche un ingegnere, il responsabile amministrativo di un ospedale, studenti e impiegati di aziende private. Di questi, due sono indagati perché ritenuti gestori dei canali Telegram, mentre la posizione degli altri sei perquisiti, risultati intestatari di abbonamenti per i quotidiani che venivano poi diffusi illegalmente, sarà valutata dagli inquirenti. Le perquisizioni sono state eseguite nel Lazio a Ceccano (Frosinone), in Puglia a Ugento (Lecce) e Bari, in Campania a Napoli, Torre Annunziata e Ceppaloni (Benevento) e nelle Marche ad Ancona.

Salgono quindi ad oggi a dieci le persone coinvolte, mentre quattro sono formalmente indagati per vari reati: riciclaggio, ricettazione, accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico, furto e violazione della legge sul diritto d’autore.