(Photo by Nathan Stirk/Getty Images)

Nuova mossa della Premier League nella lotta al razzismo. Il massimo campionato di calcio inglese ha lanciato un sistema di segnalazione dedicato a giocatori, dirigenti, allenatori e loro familiari che subiscono gravi abusi discriminatori online.

Il sistema consentirà a calciatori, dirigenti e allenatori di comunicare alla Premier League gravi abusi discriminatori dei quali sono stati vittime tramite i sistemi di messaggistica delle varie piattaforme social. Ogni caso sarà esaminato, segnalato al social, indagato e perseguito ove appropriato.

L’amministratore delegato della Premier League, Richard Masters, ha dichiarato: «L’abuso discriminatorio online è inaccettabile a qualsiasi livello della società, e affrontare questo problema deve essere una priorità. Ci sono troppi casi di calciatori e di loro famiglie che ricevono spaventosi messaggi discriminatori; nessuno dovrebbe averci a che fare».

«Il nostro sistema segnalazione è stato sviluppato per fornire una risposta e un supporto rapidi per tutti i giocatori, i dirigenti e gli allenatori che sono stati vittime di gravi discriminazioni online, siano essi mirati a se stessi o ai loro familiari», ha aggiunto.

«Il nostro impegno è di esaminare ogni caso e di intraprendere azioni immediate. Recentemente siamo stati informati degli inaccettabili attacchi razzisti online ricevuti da Ian Wright. La Premier League condanna fermamente questo comportamento profondamente offensivo. Abbiamo immediatamente implementato il nostro sistema di segnalazione e supporteremo Ian in tutti gli sforzi volti a consegnare alla giustizia i trasgressori», ha spiegato ancora Masters.

«La Premier League non tollererà comportamenti discriminatori in nessuna forma e noi, insieme a FA, EFL, PFA e LMA continueremo a sfidare le principali piattaforme social che non riescono a fare abbastanza per bloccare materiale discriminatorio offensivo e identificare ed escludere i trasgressori dalle loro piattaforme. La Premier League e i suoi club continueranno anche a collaborare con la polizia, il Crown Prosecution Service e Kick It Out per identificare ed escludere i trasgressori dagli ambienti della Premier», ha concluso.