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Gian Piero Gasperini, allenatore dell'Atalanta (Foto: Image Sport / Insidefoto)

“È una polemica veramente molto offensiva: so di aver rispettato i protocolli, sono stato in quarantena come tutti. Non ho fatto i tamponi, quando a maggio abbiamo fatto i sierologici ho scoperto di aver contratto il virus”. Gian Piero Gasperini replica così al Valencia che ha accusato il tecnico dell’Atalanta di comportamento poco responsabile alla luce della positività al covid riferibile all’epoca del match tra i bergamaschi e l’Atalanta.

“È stato un periodo in cui ho avuto dei malesseri, ma mai febbre o problemi polmonari di alcun tipo – le parole di Gasperini a Skysport -. Quando sono partito da Bergamo stavo bene, suppongo sia stato quello il periodo. Però la polemica è offensiva e brutta”.

“Ripartenza con più stimoli? Noi per quanto ci riguarda gli stimoli saranno molto forti. Era una stagione entusiasmante spezzata da una tragedia mondiale che ha riguardato Bergamo e Brescia in particolare. Per questo certe polemiche fanno ancora più male”.

“Giocare senza pubblico toglie tantissimo al calcio. Questa è una soluzione che putroppo tutti quanti dobbiamo vivere, è emergenza che dobbiamo affrontare per far ripartire il calcio che è un’industria. Sicuramente sarà un calcio diverso rispetto a quello di marzo, l’assenza del pubblico, la continuità di tante partite insieme, le cinque sostituzioni, giocare con temperature alte. È una novità per tutti, dovremo essere molto bravi a non crearci alibi e fare il meglio”.

“La Champions è una manifestazione fantastica, che avremmo voluto giocare con cornici importanti e storici, come Valencia. Ci ha tolto parecchio. Ci penseremo quando arriveremo lì ad agosto, le nostre motivazioni sono altissime ma ci sono grandi squadre. Il campionato è un test fondamentale, dobbiamo mantenere la posizione in classifica per fare la Champions anche la prossima stagione”.