Recovery Fund quota Italia
Simbolo dell'Euro davanti la sede della Banca Centrale Europe BCE (Foto Thierry Breton / Panoramic / Insidefoto)

Recovery Fund quota Italia – Un Fondo per la Ripresa da 750 miliardi di euro. E’ questa – scrive Il Sole 24 Ore – la proposta della Commissione europea. L’esecutivo comunitario propone inoltre che il nuovo strumento, il quale sarà associato al bilancio comunitario 2021-2027, distribuisca 500 miliardi sotto forma di sovvenzioni e altri 250 miliardi sotto forma di prestiti.

All’Italia, stando a quanto anticipato da Reuters, potrebbero andare 82 miliardi in sovvenzioni e 91 miliardi in prestiti: si tratterebbe della quota più alta per singolo paese. Per fare un confronto, la Spagna riceverebbe 77 miliardi di sovvenzioni e 63 miliardi di prestiti. Le cifre finali dipenderanno comunque dalla domanda.

Il nuovo Fondo per la Ripresa verrà finanziato da obbligazioni della Commissione europea. I titoli avranno scadenze diverse, ma l’impegno di è rimborsarli entro il 2058, e non prima del 2028. Bruxelles propone ai Ventisette di rimborsare il debito con un aumento delle risorse proprie (tassa sul digitale e tassa sull’anidride carbonica, tra le ipotesi).

Si tratta di una svolta importante, poiché con questa mossa si affidano notevoli poteri di finanziamento all’esecutivo comunitario, poteri finora limitati a due istituzioni finanziarie con obiettivi particolari: la Banca europea degli investimenti e il Meccanismo europeo di Stabilità.

Il Fondo per la Ripresa, tutto dedicato alla crisi derivante dall’emergenza Covid, sarà associato al bilancio comunitario per i prossimi sette anni. Secondo la proposta presentata dinanzi al Parlamento europeo dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, la nuova finanziaria europea per il periodo 2021-2027 dovrebbe avere un valore di 1.100 miliardi di euro, pressoché invariato rispetto alla proposta pre-pandemia influenzale.

Quanto al funzionamento del Fondo, la Commissione propone che il denaro serva a una modernizzazione dell’economia, non solo al rilancio della congiuntura. Priorità verrà data quindi al digitale e all’ambiente. Ogni paese presenterà un proprio piano nazionale che sarà valutato da Bruxelles.