Max Sardella

Abbiamo intervistato Max Sardella in diretta Instagram e abbiamo avuto modo di parlare di come i calciatori hanno l’opportunità di monetizzare online la propria immagine. Da ormai 11 anni Max si occupa di affiancare gli atleti nella gestione della comunicazione e ci spiega che “negli ultimi anni mi sono specializzato nell’infleuncer marketing nel calcio. L’idea di base è che una gestione di immagine che non è mirata alla monetizzazione è destinata a sparire. Pertanto è fondamentale per ogni atleta cercare di trarre dei guadagni aggiuntivi grazie ad attività fuori dal campo”.

Sul suo sito internet scrive che “Aiuto le aziende a creare esperienze innovative di acquisto con l’immagine di calciatori online” e in riferimento a questo Max dice che “nuove esperienze d’acquisto significa essere il più vicino possibile al brand. Quando ci fu il lancio de “La casa di carta” in Italia, questo avvenimento fu in concomitanza con la storica rimonta della Romasul Barcelona. Una grande impresa quella dei giallorossi e una grande impresa quella raccontata dalla serie Netflix. Questo match ha creato intrattenimento e in quell’occasione Alessandro Florenzi fu scelto come testimonial del lancio della serie spagnola”.

Il discorso si sposta quindi sull’importanza per un calciatore di avere un’organizzazione dell’immagine che sia strutturata e non in balia degli eventi.

Il calciatore organizzato ha intuito le nuove opportunità che offre la rete anche in termini di new business per investire ed utilizzare la propria immagine come vettore dell’investimento. L’organizzazione della comunicazione è fondamentale affinché ogni ogni atleta sia pronto nel momento in cui accade un avvenimento”- continua Max.

Mai come in questo momento abbiamo avuto modo di sentirci vicino ai calciatori grazie soprattutto all’utilizzo della tecnilogia che ha permesso di abbattere le distanze. “Il senso dei social media è proprio questo, eliminare le barriere tra calciatore e tifosoper poi trasformarlo in fan, e cioè persona che ti segue al di là del colore della maglia”.

I socal come strumento di comunicazione della propria immagine che poi può essere monetizzata anche offline. In riferimento a questo concetto “Oggi il calciatore può guadagnare in due modi: come imprenditore o come influencer. L’imprenditore monetizza le sue passioni, come nel caso di Florenzi che ha una grande passione per i videogiochi e ha deciso di investire in quel settore. Il vantaggio, in questo caso, è di avere un forte interesse nei confronti di una tematica che di base appassiona il calciatore e quindi lo stimola. Mentre l’influencer monetizza la sua notorietà mettendo a disposizione dei brand la propria immagine per iniziative varie”. Stesso discorso vale per le società che sempre più si interessano a livello strutturale a cogliere le opportunità che nascono online. “Per le società oggi diventa fondamentale analizzare, in sede di acquisto, anche le possibili opportunità da poter sviluppare con l’immagine di un’atleta. A parità di valore tecnico è possibile che una società scelga il calciatore maggiormente organizzato a livello comunicativo. Le società sono delle imprese, ed in quanto imprese devono tenere conto di logiche aziendalistiche. Pertanto sviluppare dei ragionamenti su opportunità di business e ricavo legate alla gestione dell’immagine dei propri calciatori è un qualcosa che nel mercato odierno diventa prassi”.

Con Max parliamo anche di calcio femminile ed è il momento di farci raccontare le sue esperienze su attività impostate con alcune atlete. “Ho avuto la fortuna di lavorare con Sara Gama e Elena Linari. Due anni fa volevo dedicarmi solo al calcio femminile perchè è lo sport più limpido e puro. Dalle donne abbiamo imparato la lezione più importante e cioè che lo sport non ha sesso. Le calciatrici hanno più garra e voglia di dimostrare e questo lo riportano anche online a livello di comunicazione. Le donne posseggono delle qualità che gli uomini non hanno e possono diventare le vere ambasciatrici dello sport, anche e soprattutto grazie ad attività di comunicazione della propria immagine mirata”.

Chiudiamo questa chiacchierata parlando di new generation e Tik Tok, il social più in voga del momento. “Quello di Tik Tok è un mondo che sto studiando e ci sono tante opportunità per la comunicazione delle nuove generazioni. Sentiremo parlare di Mirko Antonucci su Tik Tok, perchè lui è di quella generazione lì così come Esposito dell’Inter. Quel target di età vive su questo social e pertanto anche i calciatori della generazione 2000 devono essere in grado di comunicare su quella piattaforma”.