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Fumogeni nella Curva del Bologna (Photo credit should read GIUSEPPE CACACE/AFP/Getty Images)

Le società di Serie A hanno a disposizione un nuovo strumento per promuovere la conformità con la normativa di settore e scongiurare il rischio di irrogazione delle sanzioni previste dall’ordinamento sportivo.

Il 9 maggio scorso la Lega Serie A ha, infatti, diffuso il “Disciplinare di certificazione del Sistema di gestione degli eventi calcistici”. Il documento si inserisce in un contesto di rinnovata sensibilità nel settore, maturata soprattutto negli ultimi anni, verso le tematiche di compliance. Da tempo, infatti, la FIGC e le Leghe del settore calcistico avevano recepito, nell’ambito dell’ordinamento sportivo, lo strumento dei “Modelli Organizzativi”, già previsti dal D.Lgs. n. 231/2001 ai fini della prevenzione dei reati all’interno di società ed enti: l’art. 7, comma 5, dello Statuto FIGC dispone che tutte le società che partecipino a campionati nazionali – e quindi anche quelle delle serie considerate “minori” – adottino Modelli Organizzativi “idonei a prevenire il compimento di atti contrari ai principi di lealtà, correttezza e probità”. Il 3 ottobre 2019 la FIGC aveva, inoltre, emanato apposite Linee Guida per la progettazione dei Modelli Organizzativi, attribuendo peraltro alle singole Leghe la possibilità di predisporre specifici disciplinari, dedicati a definire i requisiti comuni dei Modelli Organizzativi, “anche per una o più aree specifiche”.

Proprio alla luce di tale margine di intervento riconosciuto dalla FIGC, la Lega Serie A ha predisposto ed emanato il “Disciplinare di certificazione del Sistema di Gestione degli eventi calcistici”, che intende costituire un contributo di natura metodologica per le società che intendano dotarsi di un Modello Organizzativo ai sensi dello Statuto FIGC.

Il Disciplinare, infatti, illustra i requisiti e detta le linee guida operative per la costruzione di un idoneo Sistema di Gestione – concetto, questo, sostanzialmente coincidente con quello di Modello Organizzativo – ossia di un complesso di regole, presidi e misure da attuare per assicurare il corretto svolgimento degli eventi sportivi. In particolare, il documento della Lega Serie A si focalizza su quattro ambiti principali di intervento: a) accessibilità; b) ticketing; c) stewarding; d) gradimento.

L’elemento che, più di ogni altro, caratterizza il Disciplinare è che esso si ispira ai più diffusi standard internazionali, ad adesione volontaria, per la progettazione dei Sistemi di Gestione in ambito tecnico (si pensi alla ISO9001 in materia di qualità o alla ISO45001 in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, ecc.). Sono infatti mutuati dalle norme ISO la struttura del documento, la metodologia di assessment – che muove dalla necessità di procedere ad un’idonea ed approfondita valutazione preliminare dei rischi -, i principali requisiti, inclusa l’esigenza di promuovere l’aggiornamento ed il miglioramento continuo del Sistema di Gestione, con l’obiettivo di mitigare il rischio di condotte illecite connesse allo svolgimento delle manifestazioni calcistiche. Ma soprattutto, e questo è un fattore di assoluta novità in ambito sportivo, è anche riconosciuta la possibilità di ottenere una certificazione di conformità del Sistema di Gestione degli eventi sportivi, ossia un’attestazione di coerenza rispetto al Disciplinare.

Sebbene l’adesione al Disciplinare non sia obbligatoria per le società sportive, che del resto non sono nemmeno tenute ad adottare i Modelli Organizzativi previsti dallo Statuto FIGC, essa costituisce un’opportunità del tutto innovativa per ridurre il rischio di incidenti o violazioni e, quindi, di sanzioni, non solo pecuniarie, da parte del Giudice Sportivo. La conformità al Disciplinare, infatti, consentirà alle società di affermare l’idoneità del proprio Sistema di Gestione degli eventi e, pertanto, di invocare l’esenzione da responsabilità, o comunque una sua attenuazione, sul piano dell’ordinamento sportivo: in altri termini, nel caso di contestazione di responsabilità per condotte illecite connesse alle competizioni calcistiche, le società potrebbero evitare le sanzioni previste dal Codice di Giustizia Sportiva, dimostrando – tramite la certificazione di conformità del proprio Sistema di Gestione rispetto al Disciplinare – di aver fatto quanto nelle proprie possibilità, sotto il profilo organizzativo ed operativo, per la prevenzione di condotte illecite.

In questa prospettiva, l’adesione al Disciplinare potrebbe rappresentare non solo il viatico per la promozione della compliance normativa e, di riflesso, della propria reputation, ma anche lo strumento per conseguire un abbattimento dei costi, diretti ed indiretti, connessi alle sanzioni sportive.

 

Articolo a cura dell’avvocato Gianluca Mulè, Tonucci & Partners