inter maglie storiche pirelli
Lautaro Martinez e Blaise Matuidi in Juventus-Inter (Photo by VINCENZO PINTO/AFP via Getty Images)

Il Decreto Rilancio a sostegno del calcio, non solo con norme ad hoc ma anche a livello fiscale. Tra le novità contenute nel Decreto c’è infatti anche lo sconto dell’Irap per le imprese.

Nel dettaglio, le società non dovranno versare il saldo Irap per il periodo in corso al 31/12/2019, con lo stop inoltre del primo acconto della medesima imposta per il periodo d’imposta 2020. Sono escluse le imprese che hanno un volume di ricavi superiore a 250 milioni di euro, con un chiaro riferimento all’art. 85, comma 1, lett. a ed b del Tuir. Questa indicazione sembra escludere dal computo dei ricavi, quindi, le plusvalenze.

In tal senso, quindi, le uniche società calcistiche italiane escluse dalla possibilità di sfruttare questa agevolazione sono Juventus e Inter, che già nel 2018/19 avevano registrato ricavi pari rispettivamente a 464,3 e 373,2 milioni al netto delle plusvalenze (nel caso dei nerazzurri, considerando il solo bilancio civilistico la cifra era pari a 276 milioni). La Roma si era fermata a 232 milioni (cifra che scenderà nel 2019/20), il Milan a 215 milioni e il Napoli a 205,7 milioni.

Quanto pagano le società di Irap? Stando al Report Calcio della Figc, nel 2016 i club del calcio professionistico (Serie A, Serie B e Lega Pro) hanno versato complessivamente 62,8 milioni di Irap, pari allo 0,276% della cifra versata in Italia, di cui 54,7 milioni solo dalla Serie A. Nei bilanci al 30 giugno 2019, la Juventus indica 11,7 milioni come valore complessivo di imposte Irap, mentre l’Inter 3,8 milioni di euro. Tra le società che dovrebbero poter sfruttare l’agevolazione, per il Milan 0,8 milioni di euro, per il Napoli 9,3 milioni e per la Roma 8,3 milioni.

Per capire tuttavia che impatto potrà avere effettivamente lo sconto, bisognerà attendere la pubblicazione del testo definitivo per avere ulteriori chiarimenti. “Mentre sembra chiaro sulla tematica del saldo per il 2019, il testo della bozza circolata non brilla per chiarezza sulla questione dell’acconto”, spiega a Calcioefinanza l’avvocato Gianluca Boccalatte, partner dello Studio Biscozzi Nobili Piazza ed esperto in campo tributario.

Avvocato Gianluca Boccalatte, partner dello Studio Legale e Tributario Biscozzi Nobili

“La norma nella bozza pone infatti il dubbio se il beneficio sia finanziario o economico. In prima battuta sembrerebbe che il beneficio nasca da una proroga del versamento, ovverosia che non viene versato ora l’acconto ma viene versato a saldo. Il MEF, tuttavia, sembra aver chiarito si tratti di un beneficio di natura economica, però serve un chiarimento. Una cosa è dire che sia posticipato a saldo, un’altra decisamente diversa è dire che del tributo si pagherà solo una parte con una riduzione potenzialmente anche fino alla metà nel prossimo anno. In quest’ultimo caso sarebbe decisamente un bell’aiuto che, tuttavia, non verrebbe riconosciuto ai due top club in Italia, parlando in termini economici”, conclude l’avvocato Boccalatte.