Il presidente del Bari, Luigi De Laurentiis (foto: Youtube)
Il presidente del Bari, Luigi De Laurentiis (foto: Youtube)

Non si placano le polemiche dopo l’assemblea di Lega Pro che ha stabilito la fine del campionato, con la promozione delle prime tre in classifica nei rispettivi gironi e che la quarta fosse stabilita in base al merito sportivo con l’utilizzo del criterio della media punti. In questo modo ad ottenere l’ultimo slot disponibile  è il Carpi.

Una decisione basata sulla votazione dei club, ma che alcune società non hanno accettato, desiderose di giocarsi le proprie carte con i playoff per ottenere il pass per la Serie B, come sottolinea la Gazzetta dello Sport.

Luigi De Laurentiis, figlio di Aurelio e a capo della società biancorossa, difende la posizione del club: «Provo fastidio più che rabbia – sostiene – per la proposta di un criterio poco affine alla situazione imprevedibile che abbiamo dovuto affrontare, un criterio che non possiamo ritenere accettabile. In passato il principio (la media punti, ndr) era stato utilizzato per esigenze molto diverse. Il calcio piuttosto deve saper dare risposte credibili, rispetto a tempi e situazioni».

Prosegue: «Mi auguro che prevalga un principio fondante dello sport, il campo è giudice supremo. Lo diciamo da sempre: non vogliamo favori o sfruttare situazioni, vorremmo guadagnarci sul campo la promozione. I segnali sono tutti tesi alla ripresa, al ritorno in campo. Lo ha più volte ribadito anche il presidente Gravina. La Serie A ha ripreso gli allenamenti individuali e si lavora per il via a quelli collettivi. La salute sarà sempre al primo posto ma, come in ogni settore produttivo del Paese, si auspica una ripresa. Vengano ora stabiliti modi e tempi, noi ci saremo».

Ha voluto dire la sua anche il sindaco della città pugliese, Antonio Decaro: «Si trovi il modo di far ripartire anche le società di calcio. Se non si potrà ora, magari lo faremo più tardi. Non capisco davvero perché ci sia tutta questa fretta di decidere il destino della Serie C. C’è ancora tempo per completare il campionato, anche attraverso i playoff magari da giocare in una sede unica. Ma non si può proporre di bloccare tutto definitivamente, solo perché farebbe comodo ad alcuni club».